martedì, 20 maggio 2008

copertinaProponiamo un nuovo modello di fare ricerca universitaria, basato sulla co-generazione di contenuti in rete, proprio come avviene su Ibridamenti. Sono 25 i co-autori - filosofi, antropologi, semiologi, pedagogisti, blogger, scrittori, psicologi - che affrontano il tema del pensare in rete sia teoricamente che a partire da esperienze concrete [indice]. La  premessa racconta come è nato il progetto Ibridamenti.

Il libro oggi è on-line ad un prezzo contenuto [9 € spedizione inclusa]  per dare modo a tutti di leggerlo e di continuare la ricerca con Ibridamenti. Per ordinarlo...

 
Come ordinarlo?

E' sufficiente inviare un’e-mail all'indirizzo
lisa.pizzighella@mim-c.net indicando nell’oggetto: “Nuovi modelli di ricerca universitaria: PRATICHE COLLABORATIVE IN RETE” e nel messaggio: il nome e il cognome, il numero di copie, l’indirizzo. Verrà immediatamente spedito in modalità contrassegno (pagamento alla consegna). 
Ulteriori particolari qui nel blog allestito appositamente da Mimesis e Ibridamenti.

Fino a ottobre il llibro non sarà disponibile nelle librerie e può  essere acquistato solo in questa modalità di prevendita riservata ai lettori della blogosfera. 

Se volete comprarlo sappiate che non ci guadagnerò nemmeno un euro, al massimo un po' di gratificazione.

Directory of Education/Research Blogs
mercoledì, 14 maggio 2008
UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA 
Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata di Venezia
   
 GIORNATA DI STUDIO

PENSARE IN RETE
Blog e ricerca universitaria


UNIVERSITA’ DI VENEZIA – FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
 SALA CONFERENZE (piano terra)
 
Sabato 17 maggio 2008
 
Prima parte. Gli esiti di cinque mesi di sperimentazione in rete. Le ipotesi dei blogger, le domande dei docenti.
Ore 9.00- 13.00
 
Moderatore: Umberto Margiotta, Prorettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatore del progetto Ibrid@menti 
 
Maria Maddalena Mapelli (madmapelli) Pensare in rete: l’esperienza di Ibridamenti (Ca’ Foscari-Ve) Roberto Lo Jacono, Ibridamenti: storia di un’idea che connette (Splinder) 
Germano Milite (pensierobondo), L’avatar specchio
Dario Carta (evenevil), dall’on all’off per immagini
Pasquale Esposito (eventounico), L’utente anonimo come riflesso della comunità
Daniele Muriano (maledettamente bene), Il riflesso avatar
Emma Ciceri (emmart), La sfida delle mappe: si riparte da tre 

il punto di...
Tiziano Scarpa, La parol/azione. Da scrittore vi dico che...
Andrea Bruni (contenebbia) La Cineblogger Connection
Paolo Melissi (melpunk), La scrittura che connette

pausa 11. 15- 11.30 


Barbara Caputo (barbara34), Connettere, solo connettere. Un'etnografia delle immagini nei blog(Lab/antr/media Bicocca-Mi)
Simona Marchi (MSsenzafiltro), Pratiche di interconnessione e riflessività, (La Sapienza,Roma)
Stefano Ciulla, I Blog e l’identità connessa (Università di Palermo)
Matteo Benussi, Giacomo Pasqualetto (sadlandscape) e il gruppo di studenti di antropologia (Ca’ Foscari-Ve), Il lavoro sul campo nella blogosfera
 
Seconda parte. I saperi alla prova del virtuale. Innovare i modelli di ricerca universitaria. Le ipotesi dei docenti, le domande dei blogger.
Ore 14,00 – 18,00
 
Moderatore: Mario Galzigna (heteronymos), Università Ca’ Foscari di Venezia (Epistemologia)
Telegrammi per immagini su Scritture in rete (Paolo Melissi, melpunk), Ibridaprosa e Ibridapoesia (Marco Saya), Storied@ibrido (Cristina Finazzi, modalogia) 

Daniele La Barbera, L’identità e il virtuale. (Psichiatria, Università di Palermo)
Luciano Benadusi, I saperi esperti, il virtuale e l ’apprendimento sociale (Sociologia, Univ. La Sapienza, Roma)
Paolo Fabbri, Tracce dell’identità. La narrazione di sé e dell’altro (Semiologia, IUAV, Venezia)
Giacomo Festi, Avanti c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei post (Semiologia, IUAV Venezia)
Gianluca Ligi, Dalla connessione all'ibridamento: aspetti antropologici della relazionalità (Antropologia sociale, Ca' Foscari-Ve)
Pietro Barbetta, Ibridamenti: una “struttura che connette” ? (Psicologia dinamica, Univ. di Bergamo)
 
Conclusioni
 
Umberto Margiotta (Università Ca’ Foscari di Venezia)
 
·         Università Cà Foscari di Venezia - Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione
·         Università Ca’ Foscari di Venezia - Dipartimento di Studi Storici
 
In collaborazione con:
 
-          LISaV (Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia)
-          Dipartimento di Neuroscienze cliniche, Sezione di Psichiatria, Università di Palermo
-          Facoltà di Sociologia, Università La Sapienza, Roma
postato da: barbara34 alle ore 22:15 | Permalink | commenti (16)
categoria:luoghi, annunci, incontri, metabloggando, partenze, connessioni, ibrid@menti, sensiblog, bouffe
Directory of Education/Research Blogs
domenica, 06 aprile 2008

Sto ultimando l'articolo da consegnare per una prima analisi della mia esperienza etnografica sui blog. E, nel rivedere i post e i commenti su Sensiblog, non posso non sentirmi profondamente coinvolta e commossa nel rileggere le apassionanti e vivaci discussioni che abbiamo condotto, l'affiatamento cognitivo e creativo che si è creato in quei momenti, e il dono che le persone hanno voluto farmi nel comunicarmi pensieri, sensazioni e atti spesso intimi e personali.

Un grazie commosso dunque a Didolasplendida, Pannonica, Chiccama, Erremme, Porucista, Melogrande, Yzma (la lista è in via di completamento man mano che esamino i diversi post), a Mario Galzigna e Maddalena Mapelli per le loro profonde, estese e acute analisi, a Orsa e Lefty che più di tanti altri mi hanno fatto comprendere il senso della trasgressione e al tempo stesso dell'empatia, e a tutti coloro che ho frequentato nel corso di questo anno e mezzo, e continuerò a frequentare. Un forte, coinvolgente e coinvolto abbraccio.

Directory of Education/Research Blogs
mercoledì, 02 gennaio 2008

Records de Nàpols

Cosa resta di Napoli, ora che risiedo di nuovo al centro di un'ovattata giornata padana foriera di neve, avvolta e protetta da silenziosi e rassicuranti spazi domestici che dicono di me?

Resta la visione abbagliante di un Golfo talmente incombente nel suo azzurro da penetrare il corpo e i sensi. E riti, riti che costantemente necessitano di riperimetrare un luogo e rifarlo mio, di ricostituirmi come persona al crocevia tra vecchie e nuove connessioni.

E le passeggiate per il Corso Vittorio Emanuele infinitamente ripercorso nei suoi snodi, e dalle discese e scale ripide e sinuose che non finirò mai di apprendere. Il passaggio dal presepe animato di via Tribunali con i suoi pescivendoli e verdumai e le zingare che entrano a comprare la carne, tra banchi di baccalà, capitoni che guizzano ancora ignari, tini ricolmi di olive e papaccelle, infiniti banchi di dolciumi e cibarie. Babà, mustacciuoli, roccocò, piccole guantiere di struffoli, e ripieni fritti, panini napoletani, arancini, piccole pizze da asporto, di quelle che mangi con la carta scura, piegata in due o in quattro, in equilibrismo per non far colare mozzarella e pomodoro, sentendoti libero perché quando a Milano tra una corsa e l'altra ti mangi una pizza per strada o in metro gli sguardi ti fanno sentire che non sei del tutto al tuo posto. E ancora le discese a Castel dell'Ovo, sotto l'ala dell'imponente mole, tra i bianchi massi del litorale, le salite in funicolare al Vomero, le esplorazioni ad Antignano tra ceramiche di Vietri e porcellane all'ingrosso per rifornirne i paesaggi domestici, e la signora del banco che si ricorda di te che sei di Milano, e nel mentre parla con un femminiello dalle sopracciglia accuratamente depilate, magro, molto asciutto, pochi capelli e un po' scavato, sulla cinquantina.

Troballa

E i riti dell'incontro, vecchi e nuovi. Con gli amici di vent'anni al Gambrinus, il caffé più antico di Napoli, Piazza Plebiscito alle spalle. Il sushi, passione condivisa con Meriggio e Roquentin al Kukai, il ristorante giapponese, insieme ad un vecchio amico che lavora da Avagliano. E poi l'incontro domenicale con Aitan, Dido, Zaritmac, Hanging Rock, Flounder, Wosiris in ritiro temporaneo a Procida da Milano. Alcuni li avevo già incontrati, altri no, ma che importa? Ci si saluta da vecchi amici, perché già ci conosciamo, ed entrano in scena quelle dinamiche da socialità napoletana comode come un vecchio abito tanto amato. Si va a prendere un té a Piazza Bellini, e chi si rifà lo smalto che non era venuto bene, chi parla di vestiti, e poi si chiacchiera del più e del meno, secondo quel che viene in mente, informandosi delle reciproche cose e di come va oggi e andrà domani. Poi si va a vedere una noiosissima mostra su Alma-Tadema al Museo Archeologico, peraltro poco presente, e infine dopo code interminabili e richerche di un posto si approda ad un desco dove si mangia e si continua a parlare e scherzare del più e del meno. Mi è piaciuto quel ritrovarsi senza troppo bisogno di dirsi, quel parlare di cose spicciole e condividere soprattutto il tempo che è proprio di persone che si conoscono, e per le quali la modalità della conoscenza in rete non cambia molto nello stato dei rapporti. Mi sono sentita allo stesso tempo a casa e un po' straniata, mentre la mia parte ormai nordica osservava tutto da un angolo un po' esterno e l'altra si accomodava perfettamente a suo agio nella situazione. Ora tocca alla napoletana straniarsi. Così è, e così sempre sarà. Lo spaesamento e la dislocazione hanno un inizio, non una fine.

( immagini: Records de Nàpols, Troballa (incontro), Joanpere Massana, dal "Libro dell'acqua")

postato da: barbara34 alle ore 10:56 | Permalink | commenti (43)
categoria:memorie, incontri, riti, metabloggando, connessioni, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
sabato, 29 dicembre 2007

postato da: barbara34 alle ore 20:45 | Permalink | commenti (19)
categoria:auguri, metabloggando, connessioni, ibrid@menti, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
venerdì, 21 dicembre 2007

sweeties 001

Cos'è un dono? Se dovessi fare una cosa seria e ponderata compulserei attentamente i numerosi libri che ho letto in occasione di un seminario sul dono, che mi piacque assai, e vi scriverei un trattatello, ma preferisco lasciar fare al gioco delle libere associazioni, e allora mi vengono in mente le parole scambio, circolarità, segno di legame, spirito della cosa donata. Il dono nobile e competitivo di Mauss, dove sono in gioco prestigio sociale nel potlatch, voglia di scoperta del mondo nel kula (il dono porta a viaggiare per lunghi tragitti resi da questo sicuri). Il dono gratuito di Derrida. Il dono verticale di Godbut, per cui i doni si trasmettono di generazione in generazione con modalità non circolari e non diacroniche, cioè contemporanee o ravvicinate nel tempo, di redistribuzione. In quanto atto, che effetti provoca il dono? Piacere del dono, che sia di tempo, di ascolto, di narrazione, immagini o oggetti, gesti o altro. Il dono, al di là di convenzioni fruste e abitudini banalizzate e sentite come un tedioso peso, in quanto atto, può fare ancora bene? Il dono parla del donatore e/o del donatario? Lo spirito del dono parla di superamento delle chiuse logiche di clan, di ripiegamento sul proprio mondo, e di apertura ad esso e agli altri, nel piacere dell'erranza, dice de Certeau quando parla del seminario, ma io lo trasporrei come senso che può essere generale, e certo, anche come circolazione del sapere.

Questo post natalizio mi è venuto da dedicarlo al dono anche perché senza parere si qui si fa un po' di metablog. Si tratta infatti di due doni che ho ricevuto e che con gran piacere ricambierò, anche se non si tratta tanto di un ricambiare ma di movimenti, credo, paralleli e indipendenti, da due persone che per ragioni diverse, nella vita, hanno deciso di aprire un blog, e i cui percorsi ho incontrato. Mi piace che i doni vengano messi in circolo, che il circolo sia aperto e che lo spirito della cosa donata permei chi ne usufruisce.

Non ho dubbi che siano proprio le persone e non gli avatar che mi hanno fatto questi regali, e che li abbiano voluti fare a una persona in carne e ossa, e questa leggera ironia mi diverte in quanto tentativo di dimostrazione di qualcosa che per me era già un punto di partenza.

E questa musica l'ho scelta come accompagnamento natalizio. A poi. E Buone Feste

 Luci serene e chiare,

voi m'incendete, voi, ma prova il core,

nell'incendio diletto, non dolore,

voi mi ferite, moi, ma prova il petto,

non dolor nella piaga, ma diletto.

O miracol d'Amore!

Alma ch'è tutta fuoco e tutta sangue

si strugge e non si duol, muor e non langue

(Gesualdo da Venosa, Quarto libro dei madrigali, Luci serene e chiare, madrigale per cinque voci, la Venexiana)

 

postato da: barbara34 alle ore 09:03 | Permalink | commenti (21)
categoria:auguri, metabloggando, madrigali, ibrid@menti, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
lunedì, 17 dicembre 2007
Oggi su ibrid@menti stiamo cercando di completare una mappa analitica che renda conto del posto e del significato complesso, profondo e spesso delicato che per tutti voi ha il fatto di costituire e postare nel blog un testo complesso costituito da scrittura e/o immagine e suono. E' indispensabile  una collaborazione delle persone che questi significati li costituiscono, in prima persona. Non si tratta di fredde analisi, ma di far risaltare il senso del calore delle interconnessioni umane. Ci aiutate, mi aiutate? Io sono soprattutto interessata a comprendere come nascono e si sviluppano i processi di empatia, il significato delle pratiche abituali di scrittura. Chi vuole può scrivermi anche in forma riservata. Ma perfavore scrivete, scrivete, scrivete.
postato da: barbara34 alle ore 10:35 | Permalink | commenti (45)
categoria:annunci, metabloggando, connessioni, ibrid@menti, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
lunedì, 10 dicembre 2007
 Come i lettori di ibrid@menti sapranno alla Fiera della piccola editoria di Roma sabato 8 si è svolto un miniraduno di bloggers per parlare del rapporto tra scrittura e immagine nei blog. Presenti all'appello Heteronymos che, molto meno serio del suo avatar, ha raccontato divertentissimi aneddoti e sfoggiato inquietanti occhiali da sole che davano carisma e sintomatico mistero. Stefano Epifani che ha un avatar che è proprio Stefano Epifani e un blog che pure, e poi Madmapelli, emmart, biri, Jonathan Kole, evenevil, Magenarth, Melpunk, e se ho dimenticato qualcuno ditemelo.
In giornata abbiamo sorbito litri di té, cioccolate calde e alcoolici vari con licenziamentodelpoeta in abito da buono  e 8 e 49 e consorte, e discettato di tutto un po'. E se licenziamento è amico di Portelli vuol dire che qualcosa di buono ce lo avrà pure.... Seia Montanelli, sua promessa, invece aveva la febbre, in realtà legata in qualche modo simbolicamente misterioso al suo prossimo matrimonio, ma solo lei conosce tale mistero (passione o fuga?) E' bello quando oltre alle menti si ritrovano insieme anche i corpi. Perché alla fine siamo sempre persone, e se ci piaciamo in rete si spera che ci sia ancora più ricchezza. Insomma alla fine è the same old story di amici che si trovano a chiacchierare amabilmente e a snocciolare lepidezze e facezie. Il linkaggio è in progress, per ora ho messo quelli che ricordavo a memoria
postato da: barbara34 alle ore 08:37 | Permalink | commenti (48)
categoria:incontri, metabloggando, connessioni, ibrid@menti, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
giovedì, 29 novembre 2007
Ricorre oggi l'anniversario dei sessant'anni dalla Naqba, la "catastrofe" palestinese, la cacciata dai territori nei quali vivevano fino a quel momento. Oggi a Milano, alla Camera del Lavoro in corso di Porta Vittoria 43, vi sarà una lunga conferenza che inizia alle 17 e termina inun buffet palestinese alle 20.45, con l'intervento di numerosi personaggi. Io ci andrò con la mia amica grecopalestinese H. e con Eri Garuti, giornalista che si è occupata a lungo di mondo arabo e fa parte di "Un ponte per".
Naturalmente mi riservo di prendere qualche nota. Nel frattempo metto qui i link di Ism Italia e dell'Ism, l'International solidarity Movement palestinese. E per riscaldare l'atmosfera, vi invito a lasciarvi trancinare (cioé mettere in trance) da A Muey A Muey (Madre o Madre) degli  'Aisha Kandisha, che è una potente  jinna incantatrice, per solidarietà, mentre si svolge la conferenza. Graditi commenti sensoriali alla musica grazie, perché questo come sapete è un sensiblog.

postato da: barbara34 alle ore 10:58 | Permalink | commenti (55)
categoria:annunci, musica araba, sensiblog, arabità
Directory of Education/Research Blogs
martedì, 27 novembre 2007

In Sensiblog2 apparso il 21 novembre su Ibrid@menti dicevamo della sinergia tra scrittura e immagine, a cui bisogna aggiungere, musica, emozioni, immaginazione, risonanza (il cogliere empatico dei sentimenti). Tento una sintesi di quanto emerso.

C
ome intendere il rapporto tra scrittura e immagine, e anche in parte suono e tatto (l’aptico, ciò che si coglie e sfiora, tocca con lo sguardo) nei post?

Si parla di una scrittura per immagini ma anche di un modo di pensare per immagini (Chiccama), per alcuni primigenio, universale e immediato (La Poetessa Rossa) scaturente esso stesso da un immaginario a monte (JonathanKole), e che scaturisce a sua volta dalle sensazioni (Adminpaola). Se l’immagine è pensiero e scrittura, questi possono essere anche immagine. L’immagine è nodo di una connessione che rinvia ad una rete, mette in relazione menti, immaginari e persone (Madmapelli) coinvolgendoli profondamente (Melogrande), creando “condivisione, semplicemente condivisione” (Didolasplendida), che però significa anche sincronia, sinergia, circolo virtuoso creativo (Erremme). L’immagine, anche quella “adolescenziale” prima di essere giudicata va compresa (Barbara34). Immagine e scrittura si configurano come due diversi modi di raccontare che talora si sovrappongono e grazie all’immagine mettono in circolo passione nel testo (Anna 58), come le immagini/oggetto postate da Melpunk, Zop e Lefty333boy mettono in evidenza. La loro sinergia amplia le possibilità di lettura e scrittura (Melpunk), traviandone anche talora il senso (Melpunk, Emmart). L’immagine conferisce possibilità autoriali, poetiche, conferisce spazi di libertà (Lefty333boy e Orsa Rossa).

 Le tipologie:
autonome, racconto a sé, che parla da solo (didolasplendida, DianaLove), ibrido decorativo che dà comunque spazio al gioco delle connessioni (imagesofme);
“detriti dell’immaginario collettivo” (Contenebbia);
raccolte e usate a completamento di un testo (chiccama, barbara34), in modo dunque indipendente dall’originalità o meno della produzione dell’immagine, ma ancora in forma di racconto, talora autobiografico.

ekphrasis, racconto dell’arte nell’interazione tra narrazione ed esposizione di opere pittoriche (oyrad);
legate al suono, che rendono più “visivo” il suono (Chiccama, Pannonica);
ferme o in movimento.
immagini come frutto dell'eidolopoiesi, come esito di una capacità attiva di produrre immagini contro la colonizzazione mediatica generalizzata (Heteronymos).

 I téloi:
ampliare gli orizzonti dell’immaginario, esprimendo emozioni in forme più prontamente attingibili che con nozioni di ardua comprensione ai profani, come quelle dell’astrofisica (Astrogigi), fino ad arrivare ad una dimensione quasi onirica. L’immaginario si rivela poetico, può plasmare il mondo (Chiccama), ampliarlo, in quanto non è solo semplice rispecchiamento dello stato psicoemotivo di chi posta l’immagine (IceKent), ma moltiplicazione dei sensi possibili (Astrogigi), grazie al suo senso metaforico (Biri) .

 I significati, gli effetti, le azioni:
L’immagine avviluppa nella sua sensualità, e in quanto tale è evocativa (Vivendolestelle), e immediatamente seduttiva (modalogia). Può avere valore altamente simbolico, attingere all’inconscio o al subconscio contornando gli stereotipo iconici (Astrogigi) ma anche avere funzione decorativa (oyrad). E’ una traccia mestica, del ricordo.

Eccede la parola, dice ciò che questa non potrebbe dire. Resta allora l’interrogativo se questo eccesso di sensazione e immaginario sentito da chi usa e percepisce l’immagine possa essere iscritto in un testo. Ma si ha l’impressione che esso possa essere comunicato testualmente solo in parte, e per il resto la comunicazione basarsi sulla risonanza, qualcosa che va oltre le parole (Pannonica, Lefty 333boy, Didolasplendida).

Se l’intesa sulla risonanza tra corpi può essere nei gesti, nel linguaggio non verbale, come avverrà nel blog? Con i commenti, con i Pvt? O forse, come dice OrsaRossa, solo nella coincidenza con il sentimento stesso così ben esemplificata dall’Urlo di Munch, senso inafferrabile al linguaggio, desiderio di sottrazione dunque al tentativo di creare “griglie” interpretative? 

postato da: barbara34 alle ore 12:41 | Permalink | commenti (9)
categoria:sensiblog, ibrid menti
Directory of Education/Research Blogs