Domenica sono andata a sentire e anche a vedere un poeta di nome Guido Catalano, che alcuni improbabili individui, nella fattispecie il melpunk e il Barone Adriano mi assicuravano essere bravo, tanto da dedicargli due commossi tributi, qui e qui. Nonostante l'alto tasso di inaffidabilità dei due soggetti sono andata a seguire il Catalano, che effettivamente si è rivelato poeta surreale di un certo (?) valore, e molto mi son piaciute le sue poesie stranianti popolate di esseri immaginari, situazioni improbabili e atmosfere dissacranti.
Arriviamo lì e mio marito saluta il poeta senza presentarmelo. E io gli dico, ma sei proprio un burino, ti pare il modo di trattare tua moglie. E così per farsi perdonare lui mi regala Motosega, l'ultimo lavoro del torinese poeta, che poi non capisco perché trovi tanto interessante Milano, e così vi trascrivo qui una delle poesie che ho ascoltato, no.
niente, ero lì che passeggiavo in salotto
e mi son detto, mah, mi faccio una doccia?
mi son chiesto
sì, che son sporco
mi son risposto
allora mi son tolto i vestiti
e li ho buttati nel cesto dei vestiti sporchi
e sono andato in bagno
e ho tirato la tenda
e ho acceso l’acqua
e niente
mi son girato
e c’era un nano col sapone in mano
dentro la doccia
gli faccio, scusi cosa ci fa nella mia doccia?
lui mi fa, la doccia
sì, ma come si chiama lei?, gli chiedo
aldo, mi fa
ma è normale che lei sia qui nella mia doccia?
sì sì, è normale, fa
vabbé, mi son fatto la doccia col nano
gli ho pure asciugato i capelli col fon
gli ho dato l’accappatoio rosso
che gli stava lungo
siamo andati in salotto
e lui mi fa, cosa c’è di merenda?
mah, dico io, pane e marmellata?
va bene
gli ho fatto pane e marmellata
ci siamo guardati i cartoni alla tele
abbiamo giocato un po’ ai playmobil
poi alle sei e mezza
mi fa, devo andare
ciao allora
ciao
ci vediamo ancora?
no
Che poi, il Catalano sfoggia con quel barbone una gravità quasi cacciaresca che fa a cazzotti con le sue poesie, ma le foto senza rivelano un volto da folletto dispettoso. Perché si è fatto crescere la barba? Se lo incontro ancora glielo chiedo, mi sembra una questione di una certa (?) importanza.
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anch'io adotto il caviotto!
Questa poesia del siriano Adonis, che ha vinto il premio lettura al Grinzane Cavour e la cui intervista trovate 

