Riporto qui il testo del mio post odierno su ibrid@menti, il quale inaugura una spazio tematico che si propone di riflettere sulla dimensione della corporeità e della sensorialità nel mondo della blogosfera, concentrandosi soprattutto sul rapporto tra parole, testi, immagini e suoni. Si propone di produrre una serie di riflessioni sull’uso dei sensi, e se l'invito alla riflessione è esteso come di consueto a tutti i partecipanti, sarà richiesta anche un coinvolgimento più specifico derivante dall’esperienza e dalla performatività personale di quei bloggers che hanno fatto un uso intenso dell’interazione multisensoriale nella loro produzione creativa.
Siamo corpi: asserzione banale forse, se non ci si avventura a “sfogliarne” le ricche implicazioni. Il nostro rapporto con il mondo è mediato dal corpo e dal suo sentire, un sentire che deriva dal dispiegarsi attivo delle facoltà sensoriali, e conferisce senso alle nostre esperienze, interpretandole, mediandole dunque secondo filtri mentali, culturali, psicologici, emotivi.
Corpo, sensi e sentire sono così inestricabilmente connessi, così come sono connessi, tramite queste modalità, gli esseri umani.
Secondo l’antropologo francese David Le Breton, gli stimoli sensoriali nuovi “svegliano” il corpo, sottraendolo all’ ovattata abitudine della routine, e restituendogli consapevolezza di sé. Da ciò scaturisce la domanda se si possa parlare o meno di una riflessività successiva all'esperienza. Ma è certo che questa può essere comunque innescata. E i sensi divengono significati iscritti nel corpo, all’incrocio tra suggestioni culturali e peculiarità individuali. Sentire, percepire, è un modo di “domesticare il mondo”, rendendolo familiare, e consentendoci di comunicare con gli altri con i quali condividiamo i significati. Siamo uniti, connessi, nel mondo, attraverso le comunicazioni e sensazioni, secondo diversi gradi di consapevolezza cosciente, ma sempre esistente in una modalità di un sapere posseduto e messo in atto.
Una tale concezione del sentire ci porta a concepire una comunicazione umana molto più ricca e profonda rispetto allo scarno portato del classico modello di emittente/messaggio/ricevente, che contempla il semplice “trasporto” di un’informazione. L’antropologa Ruth Finnegan ha recentemente operato una proposta profondamente innovativa sulla comunicazione umana, fortemente basata sull’intreccio dei sensi, e nella quale la comunicazione è vista come un “processo dinamico e interattivo” a più dimensioni, che oltrepassa il modello di mero scambio linguistico–verbale, presuppone un intesa e un’influenza reciproche, anche a “scoppio ritardato”, e nella quale i “significati condivisi” sono oggetto di negoziazione. Un modello che prevede non solo un aspetto cognitivo e sensoriale ma anche emotivo e immaginativo. Si tratta di una comunicazione/interconnessione dalla valenza fertile e creativa.
Questo modello di comunicazione a me non sembra per nulla lontano da quello che è il mondo della blogosfera, semmai ci aiuta a comprenderlo mostrandoci le affinità tra una concezione generale della comunicazione e una sua particolare declinazione. E d’altra parte Finnegan considera i media elettronici tra quegli “artefatti” che consentono la comunicazione a distanza (nel tempo, nello spazio), che in fondo, se ci pensiamo, è soverchiante rispetto alle interazioni faccia a faccia.
Quello che ora resta da fare è comprendere quali siano le specifiche forme, dinamiche, peculiarità della comunicazione nella blogosfera, che dunque non appare più, soprattutto a chi non vi è estraneo, come una sorta di sfera autarchica retta tutto sommato da regole socialmente insignificanti.
Se dunque una presenza dei corpi e un influsso dei sensi così come li esperiamo nel rapporto con il mondo fisico e con altri corpi è concepibile nell’ambito della blogosfera, come avviene questo? E come si dispiegano la dinamicità, l’interattività e la reciproca influenza presenti nella blogosfera? E’ un tema già affrontato nei precedenti post, ma qui si vuole suggerire un processo specifico su cui riflettere, e cioè il creare comunicazione e interconnessione attraverso modalità multisensoriali e sinestetiche (derivanti cioè dal congiunto agire di più sensi), riflettendo nei prossimi post sulle interazioni tra testo, immagine e suono.
(come sempre, accettasi immagini e altro interpretanti amplianti il senso, grazie, altrimenti proverò a cercarne una io dopo questa impegnativa giornata. voi nel frattempo gente, commentate, più là che qua :)
Riferimenti bibliografici
Roland Barthes, Elementi di semiologia, Einaudi, Torino, 1966
Ruth Finnegan, Communicating, New York, Routledge, 2002
Thomas E. Hall, La dimensione nascosta, Milano, Bompiani, 1998.
David Le Breton, Il sapore del mondo. Un'antropologia dei sensi, Milano, Cortina, 2007