Ho deciso: lo scrivo! Sono stata a tormentarmi venti giorni nell'angoscia per la mancanza di idee, poi ho deciso di cominciare a dedicarmici, ho iniziato a raggruppare fili di riflessione sparsi e mi è venuto improvvisamente in mente il bandolo della matassa, sì insomma il fil rouge. Mi sono sbloccata. E poi dico, si può mai rinunciare ad una proposta di pubblicazione sulle identità mediterranee in mutazione? Mi succede sempre così, devo prima superare gli indugi che durano (a mio avviso) tantissimo. Ma è come se si trattasse di un periodo propedeutico e quasi necessario per mettere in moto le cellule grigie. Succede solo a me o si tratta di un fenomeno cognitivo comune? Pensando a me, mi è venuto da chiedere come voi arrivate a concepire, ad avere la visione aurorale di una forma creativa che poi sviluppate, se sperimentate questo periodo di latenza, di faticosa circolazione di idee slegate, apparentemente inconsistenti o comunque esili, di indecisione, di ansia che poi quasi in modo insiegabile trovano sbocco in una chiarezza di visionee in un proliferare delle connessioni. I vostri pareri saranno graditissimi per sentirmi parte di un insieme umano più vasto, e mi stimola molto l'idea di riflettere in comune su processi cognitivi e creat(t)ivi e su quanto, nella loro diversità, possono avere di simile.
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anch'io adotto il caviotto!