lunedì, 15 dicembre 2008

tipico ristorante indiano di MadridSul sito del "Mattino" ho trovato e faccio circolare questa interessante notizia che mostra che uno dei principali motivi di lite intracondominiale interculturale ruota intorno all'intolleranza del diverso... odore di cibo. Ieri ho orecchiato sulle scale del mio, di condominio, una sostenuta discussione in cui volavano parolacce tra una famiglia italiana e una non (io giurerei di più da parte della prima), ho sentito parlare di sigarette ma era solo uno degli argomenti del contendere e per il resto non ho compreso. Ad ogni modo mi sembra interessante riflettere su quali passioni viscerali e quali stigmi della diversità vengano messi in campo dalla sensiblità ad un odore ignoto, e sul perché si possono scatenare reazioni tanto forti. Mi ricordo di una furibonda lite lo scorso anno su "La poesia e lo spirito" in cui alcune persone si lamentavano indignate delle puzze di fritto dei vicini migranti, divenendo estremamente aggressive quando io parlavo per questo di etnocentrismo. La faccenda si chiuse con una di queste persone che cercava di dimostrare che anche io ce l'avevo con i "diversi" che però in questo caso erano i "nativi".  Non ho risposte in questo caso, apro un interrogativo e mi interesserebbe ricevere i pareri dei passanti. In quanto a me, in genere gli odori di cucina mi sembrano un segno di vita. Mi infastidisce, lo confesso, solo quello della carne cruda poco refrigerata.

ROMA (15 dicembre) - La statistica diffusa dall'associazione nazionale degli amministratori di condominio fa pensare: l'integrazione, in Italia, si ferma in cucina. Un conto è sentire l'odore il ragù e di una frittura di pesce, un'altra quella del pollo al curry o dell'involtino primavera. Perché, stando ai dati dell'associazione, nell'ultimo anno si è registrato una forte crescita di liti tra condomini legate ai forti odori delle spezie utilizzate dagli immigrati.

Le liti di condominio legate alle cosiddette «immissioni» sono le più frequenti: il 27% sul totale annuo delle diatribe condominiali. E di recente, secondo l'Anammi, gli episodi di questo genere si sono moltiplicati. Di quella stessa percentuale, oggi, la «lamentela da cucina etnica», spesso seguita dall'esposto alla pubblica autorità, rappresenta il 16%. «Il caso più classico - spiega Giuseppe Bica, presidente dell'Anammi - è quello del gruppo di condomini che si lamenta per il forte odore di cucina orientale».

L'inquilino responsabile, il più delle volte, si difende così: «Voi avete il soffritto, io il pollo al curry». Non a caso, l'80% delle liti di stampo etnico-culinario coinvolgono immigrati di origine asiatica (India, Bangladesh e Pakistan), seguiti alla distanza dai cinesi (15%) e da stranieri del Maghreb (in particolare Tunisia e Marocco

postato da: barbara34 alle ore 15:28 | Permalink | commenti (34)
Commenti
#1    15 Dicembre 2008 - 16:56
 
Ciao Barbara :-) Proprio ieri ho sentito mia madre lamentarsi con mio padre per gli "odori" della cucina pakistana... e per giunta faceva pure il paragone con gli odori cinesi (dicendo che quando passi vicino a un ristorante cinese non senti niente, invece davanti a uno pakistano sì)... ho sorriso tra me e me ma non sono intervenuta, per non litigare. Sorrido perché è da tanto che faccio caso a questi piccoli particolari, come il fastidio per gli "odori etnici", e li trovo molto significativi per capire come ragionano le persone. Trovo anche interessante che effettivamente questi odori esistano realmente, o comunque vengano effettivamente percepiti in un contesto diverso dal loro. Cioè è innegabile che se in autobus senti odore di aglio e spezie simili significa che c'è qualche asiatico nei pressi, e quel che penso di solito (dopo il primo pensiero che è di pietà per il mio stomaco nel caso mi trovassi a mangiare regolarmente simili pietanze, e di ammirazione per chi ci riesce) è: se loro per me hanno questo odore, chissà che odore ho io per loro? Di sofficini Findus? Non so, ma sarei veramente curiosa, perché sicuramente questa cosa degli odori è reciproca... come il fatto che, per una persona di una certa etnia, quelli di altre etnie sembrano tutti uguali! Chissà... Per quanto mi riguarda, mi fa piacere vivere in un miscuglio di colori, odori e suoni diversi, è meno monotono :-)
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#2    15 Dicembre 2008 - 18:53
 
Il problema sussiste ed è grave. Ci sono persone, come mia moglie, che di fronte a odori forti di cucina, anche nostrani (con aglio e cipolle ad esempio) prova conati di vomito e mal di testa, per cui non possiamo giudicare chi non sopporta gli odori del fritto orientale. Gli italiani, con il loro aglio onnipresente, hanno poco da fare gli schizzinosi, ma forse ad alcuni odori e sapori sono abituati da generazioni, mentre ad altri no.
Se a questo poi si aggiunge che l'odore di quel che si mangia viene espulso dalla pelle per interi giorni, si può immaginare quanti problemi ci siano nei rapporti interpersonali, oltre che interculturali.
Per farla breve, per fare un buon nasi-goreng, un curry, o anche dei semplici italianissimi spinaci con burro e aglio, io e mio figlio ci dobbiamo barricare in camera o cucinare in assenza della mia metà; ma non penso che indiani e cinesi siano disposti a fare altrettanto e mangiare bresaola o tramezzini, come fa lei, perché almeno quelli non fanno odore.
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#3    15 Dicembre 2008 - 19:13
 
Barby c'è davvero poco d dire credo, l'olfatto è un senso particolare, quello che + ci lega alla nostra cultura, quello che ha + emomoria, il più reazionario, il più restio al cambiamento
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#4    15 Dicembre 2008 - 20:53
 
raccolgo tutte le vostre motivazioni, quel che mi viene da pensare però è che mica è il caso di litigare con la gente perché l'odore di quello che cucina non ci piace no? E se loro cominciassero a batterci alla porta per il ragu o le patate fritte o il pescespada o chessoio? Insomma, perché noi fondamentalmente crediamo di avere il diritto di lamentarci? Diceva l'antropologo Hall già più dit rent'anni fa che noi occidentali abbiamo eliminato gli odori dal nostro orizzonte. E se altri trovassero stomachevoli i nostri profumi griffati? (in realtà non lo fanno, perché siamo dei riusciti colonizzatori).
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#5    15 Dicembre 2008 - 20:54
 
Diaktoros, mi pare che tua moglie costituisca un caso un po' particolare, e anche marito e figlio credo... :)
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#6    15 Dicembre 2008 - 21:12
 
Devo dire che la cucina dei miei vicini cinesi, mi disturba poco...forse solo quando cucinano del pesce forse un po' marcio.... Però ragazzi a volte è proprio dura entrare in ascensore dopo di loro...anche la cana annusa e si ferma sulla soglia guardandomi perplessa!
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#7    16 Dicembre 2008 - 10:23
 
Bè insomma è pur sempre una cana italiana... :))
ma non ti hanno mai offerto un succoso piatto dis paghetti di soia o ravioloni al vapore?
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#8    16 Dicembre 2008 - 13:30
 
veramente io speravo molto, non tanto nella cucina....quanto nella vicinanza...finalmente avrei capito, forse, ma loro non offrono alcun appiglio.
spalluzza
utente anonimo

#9    16 Dicembre 2008 - 14:10
 
peccato! hai provato a invitarli a prendere un té? :))
scherzi a parte, io per esempio ho una grande curiosità per i miei vicini immigrati, solo che casa mia è uno spazio che deve essere talmente libero e tranquillo che non riesco a stabilire rapporti con nessuno, eppure come mi piacerebbe conoscere un po' di storie di quelle persone... (e anche farmi offrire qualche rinfresco, of course...)
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#10    16 Dicembre 2008 - 18:16
 
La faccenda non è semplicissima... qui racconto di un Rom che la pensa allo stesso modo:

http://kelebek.splinder.com/post/18562320

:-)

Miguel Martinez
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#11    16 Dicembre 2008 - 18:41
 
io sono molto olfattivo, ma mi danno molto fastidio anche certi intensi odori ormai completamente familiari, olezzi casalinghi tipo il caffé appena tostato o i broccoli bolliti. Quando su un mezzo pubblico napoletano qualcuno ha appena fatto la spesa in torrefazione, io sono costretto a scendere dal mezzo.
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#12    16 Dicembre 2008 - 19:51
 
ragazzi, i vostri commenti mi sembrano molto interessanti, ma la questione qui è che bisogna pur mangiare, bisognerà inserire il diritto al proprio cibo tra quelli di accesso alla cittadinanza, io comunque sostengo che gli odori sono tracce di vita, soprattutto quelli di cui miricordo per strada in Grecia, in Tunisia, esaltati dal sole... :)

Aitan, il tuo comunque è un reato di lesa napoletanità!! come hai maturato questa intolleranza al caffé?? :))
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#13    17 Dicembre 2008 - 16:34
 
gli odori di cucina mi sembrano un segno di vita.

Che bella che sei Barbara, che bel cuore e che bella mente. Sembra impossibile che in una città come Milano ci siano gretti provincialismi, invece ci sono eccome.
Secondo me certi dissapori sono pretesti, come quando in coppia si litiga per un calzino o un pieno di benzina mancato, ma i rancori sono altri ( e si dovrebbe chiedersi, ma lo si fa raramente: per cosa stiamo litigando veramente?).
Basterebbe arieggiare di più le stanze (personalmente ho la fissa di spalancare continuamente le finestre, ho sempre bisogno d'aria) o trovare qualche sistema di areazione per limitare il ristagno degli odori.

Un saluto affettuoso di sera :-)

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#14    17 Dicembre 2008 - 20:20
 
grazie mi confondi, ma mi sa che ho soprattutto un bello stomaco ;)
quanto a quest'aggressività è nulla, anche se è grave che sia stata sdoganata dalle recenti politiche governative, questo mostra cosa possono diventare anche le persone più apparentemente tranquille. in fondo Milano è la città dove un ragazzo di vent'anni è stato ammazzato a sprangate per un pacchetto di biscotti rubato...
bella la foto con la micia, un raggio luminoso in questo sfondo oscuro...
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#15    18 Dicembre 2008 - 15:01
 
Be', comunque io non drammatizzerei; sinceramente, preferisco un mondo dove magari si bisticcia un po' (senza trascendere) per gli odori diversi (che poi spesso litigare è un'occasione per conoscersi meglio e vale più dell'indifferenza) a un mondo in cui abbiamo tutti lo stesso odore o non abbiamo più olfatto :-)
Poi la cosa è reciproca, senti questa: il compagno di mia sorella, keniano, che vive con lei a Londra (è la prima volta che è uscito dal Kenya), ha trovato lavoro (per pagarsi gli studi) in un supermarket-ristorante biologico. Vendono vari cibi che provengono da diverse parti d'Europa e lui era addetto al banco formaggi (italiani e francesi): be', ha implorato che lo spostassero in un altro reparto perché per lui l'odore dei formaggi era intollerabile, non essendoci abituato. Figurati che per il suo naso perfino il nostro pane "puzza" (questa "eresia" mi pare quasi impossibile da "perdonare")!!! Figurati che problemi per mangiare insieme... Alla fine, finora, lui e mia sorella si sono accordati almeno su una cosa, gradita a entrambi: il pollo arrosto! ;-)))
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#16    18 Dicembre 2008 - 18:08
 
un mio amico ha sposato una ragazza thailandese e mi parlava del coriandolo, pare che puzzi di fogna :-)
ricordo i primi tempi che a telefono a stento diceva il nome del marito, poi ha imparato a parlare benissimo l'italiano, ha imparato il mestiere del marito e lo ha piantato
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#17    18 Dicembre 2008 - 21:21
 
Flalia certo, dipende dalle valenze di cui carichi gli odori. Se dalla puzza passi al puzzone beh.... :)
In effetti gli odori sono molto legati all'emotività e alle sensazioni viscerali, è vero. In effetti sui formaggi come dar torto a tuo cognato, anche se i francesi collegano la puzza al pregio (ecco vedi le diversità di parametro) certo che mangiare sempre pollo arrosto è un po' monotono.... :)

Dido, la cucina thailandese per me è una delle più raffinate dell'Asia, perché usano condimenti di natura superiore come la profumatissima citronella e il piccantissimo curry verde- Inquanto al coriandolo, a me piace molto secco, ma nelle ricette nouvelle cuisine e un po' etno e tanto fighette è un ingrediente piuttosto presente... :)
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#18    24 Dicembre 2008 - 14:26
 
ciao cugina!
ti ho letta sul blog di lefty e mi sei sembrata simpatica, cosa che a me non accade troppo spesso sopratttuttttooooo..............
riguardo al tuo post comunque mi trovo d'accordo solo in parte. forse la faccenda è meno banale di come la fanno sembrare sulle pagine dei giornali, sai noi "occidentalizzati" abbiamo assunto una serie di atteggiamenti particolari in merito agli afrori che produrremmo naturalmente, in più il nostro vivere comune si regge sull'invisibilità dell'altro al fine di riuscire a tollerarlo indipendentemente dalla razza di quest'ultimo...bè buon natale, tu cosa fai?
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#19    24 Dicembre 2008 - 16:52
 
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#20    24 Dicembre 2008 - 23:32
 
buon natale cugina dolcissima ..a te..a mel..e ...;-)))))

bacimiao****
*orsy
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#21    25 Dicembre 2008 - 09:56
 
absinth, troppo buono ma non mi sembra di aver scritto nulla di memorabile.... :)) hai ragione certo, c'è molto di più, tanto addomesticamento della corporeità nostra e altrui sicuamente. per Natale mangio troppo, non m piacciono le occasioni di socialità troppo ravvicinate, quindi spero arrivi presto il weekend per starmene per fati miei.... :))

leftyno, grazie dell'acquatico omaggio

orsyna, tanti tanti baci da tutti noi... :)))
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#22    25 Dicembre 2008 - 19:25
 
dolci feste
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#23    25 Dicembre 2008 - 21:05
 
grazie, in effetti lo stanno essendo (per certi versi, come sempre accade, anche troppo...). dolci feste soleggiate e innffiate dal mare anche a te. :)
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#24    29 Dicembre 2008 - 20:49
 
"Se te ne devi andare, t' n' ia i'."
essendo tempo che t'aspetto...

a.
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#25    30 Dicembre 2008 - 10:20
 
Ci si attacca proprio a tutto pur di avere motivi di discordia, invece di invitarsi reciprocamente a pranzo...
Buon anno, carissima. Giulia
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#26    30 Dicembre 2008 - 20:48
 
caro Alfred, auguri per un nuovo anno all'insegna dell'essendo e dell'andando??

cara Giulia, per fortuna ci sono anche persone che, con soddisfazione e non con disagio, vivono con piacere il momento dell'assaggio di culture diverse, che è anche segno di scambio, accoglienza e ospitalità. un buon anno anche a te!
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#27    31 Dicembre 2008 - 18:57
 
su facebook ho nome e cognome mi conoscono perchè sono io su splinder gioco scherzo mi diverto dico di essere straniero e donna, io non capisco xchè si debba chiamare Drogato una persona su f.b. dove è registrata con nome e cognome, senza conoscerla, senza aver fatto mai un discorso offensivo, drogato, drogato drogato ripetuto per tante volte, così, io non ho mai preso tanta confidenza e ne scherzato in questo modo soprattutto con le persone che non conosco e poi così gratuitamente, domanda a chi mi conosce per davvero se non sono un tipo che si sta per i fatti suoi.....
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#28    01 Gennaio 2009 - 09:25
 
Dreamer, credo proprio che tu abbia preso una cantonata. Si trattava solo di un riferimento letterario da parte di una persona che è appassionata di Burroughs e ha alle spalle vaste letture di sperimentazioni di droga da parte di scrittori e poeti. Che tu ti sia sentito così colpito dunque dipende da motivi che sono solo tuoi. Rilassati e buon anno.
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#29    21 Febbraio 2009 - 14:20
 
Io non capisco una cosa: se ad un italiano non piace la cucina straniera, qualunque nazionalità essa sia, perchè deve essere passato, a seconda dei vari commenti letti poc'anzi, come un ignorante, come uno xenofobo oppure come un razzista nazionalista..
Sinceramente non si comprende da quale pulpito certe persone si permettano di giudicarne delle altre, solo sulla base di un gusto personale e soggettivo.
Se a me non piacciono le "pere", ma molto le mele sonon forse razzista? No.
Quindi se a me fa vomitare l'odore di aglio e cipolla sono razzista!
Ebbene sì lorsignori: sonon razzista perchè le cucine straniere mi fanno da vomitare!
saluti
utente anonimo

#30    23 Febbraio 2009 - 16:05
 
anonimo, qui non si sta tanto a discutere sui gusti culinari, ma sull'aggressivitò che unita a questo giudizio sembra un cavallo di Troia per forme di xenofobia.

Quel che vorrei capire è perché tu esprimi il tuo parere in forma così aggessiva e difensiva. PErché questo discorso ti tocca tanto personalmente?

Per farti un esempio, io i puppadums indiani alla farina di ceci proprio non li tollero, tanto quanto il grano saraceno declinato nelle varie forme di pizzoccheri, galettes bretonnes o spaghetti soba. Ma mica mi arrabbio per questo, anche se, in senso materiale, mi fanno veramente vomitare (perché sono intollerante). Evito di mangiare questi cibi ma non passo im mio tempo a parlarne, parlando al tempo stesso male di chi cucina questi cibi.
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#31    03 Marzo 2009 - 13:04
 
Cara Berbara 34, sono utente anonimo(che nella fretta di quel dì s'è dimenticato di apporre il proprio nome)ed ho letto il tuo "controcommento"relativo al mio..
Ammetto di essere stato assai aggressivo, ma ciò è dovuto ad una forma di "ossessione"che ormai mi attanaglia da2anni a questa parte.
Pago un mutuo salatissimo per aver acquistato il mio appartamento(non una sontuosa palazzina di recente costruzione, ma purtroppo una palazzina popolare degli anni'60, quindi come potete ben capire una palazzina con +difetti che pregi..)Sfortunatamente per me, son venuti in affitto ad abitare degli indiani(e saprete benissimo che in questi frangenti le agenzie immobiliari deprezzano il valore di mercato di codesto appartamento: ho pensato seriamente di vendere e andarmene da un'altra parte a causa di ciò!!!)e già conoscevo il potenziale odoroso della loro cucina,ma non ne avevo mai potuto saggiare da vicino gli effetti.
Ora che lo so mi sembra normale essere intolleranti quando li hai sotto casa (ps: non voglio smebrare razzista o xenofobo però sono l'unica famiglia della palazzina che non butta via regolarmente le immondizie, lasciandole macerare sul poggiolo(che è sotto il ns, quindi si traduce in estate con una folta presenza di moscerini che invadono tutti gli appartamenti,se sporcano le scale non puliscono ma le deve pulisce il sottoscritto ecc ecc: queste argomentazione sono al vaglio in assemblea comdonimiale)ma se poi vengo a scoprire che ogni tanto dormono in 20 su appartamento di 120mq., ecco che si presenta il fenomeno di "sovrappopolamento abitativo"!!
E' ovvio che se pranzano in 5 è un discorso, se pranzano in 20il discorso cambia, soprattutto se questa situazione rasenta la quotidianità.
Capisco che a molti può piacere la cucina etnica e capisco anche gli indiani(generalizzo per questioni di spazio) che hanno anche le loro tradizioni e che spesso ci rispondono per le rime dicendo che noi abbiamo il soffritto!
Attenzione però:è vero che abbiamo il soffritto ma non mi sembra che tutti lo facciamo tutti i santi giorni,mentre loro mangiano la stessa identica cosa pranzo&cena(almeno, i miei vicini fan così)..
E se l'odore(per non essere offensivo con altri termini)esce dal loro portoncino di ingresso, e pervade tutto il vano scale,non solo, esce dalla porta della cucina e attrraverso moti convettivi dell'aria mi entra nei bagni,nelle camere in cucina e in salotto allora ditemi chi è la vittima: o io o gli indiani che si ritengono vittime di un linciaggio culinario.
Ps.: io sono veneziano e so benissimo che odore fanno le"sardee in saor"(mai mangiate)?
Le ho assaggiate quest'anno per la prima volta in 30anni, mai mangiate perchè odio a morte l'odore della cipolla cotta in tt le salse(con curry, aceto ecc ecc)è un odore che odio!!!
Eppure so che al gusto erano assai invitanti..Xò un conto è prepararle 1/2volte l'anno, altra cosa è preparare pollo al curry pranzo/cena 7su7, 30su30, 365su365!!
Spero di non essere stato aggressivo stavolta.
Francesco
utente anonimo

#32    05 Marzo 2009 - 08:13
 
Francesco, non so che dirti se non che sentimenti e percezioni fisiche e categorie culturali in noi sono strettamente legati. Per un certo periodo mi arrivavano nello odori piuttosto forti di cibi al cumino preparati dai vicini ucraini, ma devo dire che ciò non mi ha mai infastidita in maniera così pervasiva, anzi mi incuriosiva.
A me piace sentire gli odori dietro le porte, e se c'è una puzza che mi infastidisce è quella dell'inquinamento. A volte le cattive (ma in modo saltuario) abitudini ecologiche dei vicini mi disturbano ma credo che sia il caso di negoziare delle regole e magari si arriva a ottenere qualcosa.
Una volta una mia collega sociologa mi ha fatta inorridire dicendomi che lei si sarebbe vergognata di farsi vedere uscire dal mio condominio perché prevalentemente abitato da immigrati, lei che abita in una tristissima zona piccolo-borghese e si vanta di andare in una chiesa "ben frequentata". Ebbene, io non mi vergogno affatto, per me i condomini sono condomini, e non tempo il deprezzamento immobiliare da immigrato come un marchio di inferiorità sociale. Credo che alla fine siamo vittime del perbenismo, del superficiale sguardo altrui, di regole sociali schiaccianti, e che fare invadere tanto la sfera mentale dall'ossessivo pensiero degli indiani, del cibo che cucinano, del loro numero (non ti so dire, a me non è mai capitato se non di avere gruppi normali di inquilini) sia una cosa decisamente poco igienica per la psiche. Mi spiace che i tuoi paesaggi mentali siano abitati da sensazioni così negative, prova a vedere con maggiore umanità e curiosità e apertura e rispetto i tuoi vicini e anche il tuo spirito avrà percezioni e sensazioni migliori. Ci si può infelicitare la vita per dell'odore di curry e dei moscerini? Mi sembra francamente spropositato.
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#33    14 Settembre 2009 - 21:11
 
quando uno ti frigge alle 7 di mattina non è bello..e ad ogni pranzo e cena rende invivibile la vita a tutti gli altri...inutile parlare di varietà delle culture ecc, non si parla di mentalità chiusa ma di modi di vivere.
e personalemnte, quando sono ospite, cerco di dare meno fastidio agli altri, non me ne infischio come fanno (ahimè) molti extracomunitari.
provato sulla pelle e non è bello
utente anonimo

#34    18 Settembre 2009 - 11:29
 
mio dio, devi essere veramente vulnerabile per farti rovinare la vita da una frittura mattutina. e se passi da un macdonalds che fai svieni? e le graffe non le hai maimangiate? e i churros?
utente anonimo

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