giovedì, 22 maggio 2008
Non avrei mai pensato di mettermi a parlare di politica in questo blog perché ho sempre pensato all'attività intellettuale come forma da me prediletta di azione politica, ma sono veramente avvilita. Mi rendo conto che passerò i prossimi cinque anni in uno Stato xenofobo con politiche da Front National, che però al governo non ce lo fanno andare. Voglio cercare di dimenticarmi che vivo in Italia, me ne vergogno profondamente, e se questo significa essere italiani, roghi di campi Rom annessi, me ne chiamo fuori. Questo articolo è tratto dal "Mattino" di Napoli di oggi.

Sicurezza, pugno di ferro sugli immigrati

Alla fine la spunta il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Sarà linea dura contro gli immigrati, extracomunitari e comunitari, condannati a più di due anni di reclusione. Per i primi scatterà l’espulsione, per gli altri, invece, l’ordine di allontanamento. Il ministro leghista la vince su tutti i fronti, inasprisce le pene per gli ubriachi e i tossicodipendenti al volante, toglie al giudice di pace la competenza per le lesioni colpose, stabilisce la confisca, l’arresto e una multa fino a 50 mila euro per chi affitta le case agli immigrati clandestini, non consente la regolarizzazione delle badanti («sarebbe una misura - ha spiegato - in netto contrasto con il pacchetto»), trasforma (nel ddl) i Cpt da centri di permanenza temporanea a centri di identificazione ed espulsione dove gli immigrati potranno rimanere fino a 18 mesi. Vince sull’adesione al trattato di Prum che prevede l’istituzione della banca dati del Dna (in realtà era stata proposta anche dal precedente esecutivo), impone un giro di vite sui matrimoni di comodo (la straniera o lo straniero che sposano un italiano non otterranno la cittadinanza in automatico come accade ora), e ottiene il via libera al rispetto della direttiva Ue sui comunitari (in sostanza solo chi ha un reddito lecito e dimostrabile potrà stare in Italia per più di tre mesi, fatta eccezione per gli studenti). E vince, anche sull’introduzione del reato di immigrazione clandestina (ddl) punito con la reclusione da uno a quattro anni, ma che dovrà essere ulteriormente definito. Via libera (solo oggi sarà ufficiale) alla nomina dei prefetti come commissari straordinari per affrontare l’emergenza rom in Campania, Lombardia e Lazio. Il ministro fa un vero e proprio en plein, spiazza tutti, pone veti, litiga animatamente con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Due i motivi principali di contrasto. Il primo riguarda i pattuglioni. La Russa al posto dei poliziotti di quartiere puntava ad istituire unità miste forze dell’ordine-esercito per il controllo del territorio, da mettere in campo dalle 18 alle 2 di notte, ma alla fine non l’ha spuntata. A trarre beneficio dalla sua proposta tuttavia sono i due comparti, quello delle forze dell’ordine e quello dei militari: in breve tempo verranno infatti assunti (i ministri dell’Economia e della Funzione pubblica hanno dato il via libera) poco meno di 4mila persone (tutti vincitori di concorso) destinate a rimpolpare l’organico carente.
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mercoledì, 21 maggio 2008

Ho scoperto per caso nei miei giri serendipici il sito degli "Amici di Magdi Cristiano Allam". Assolutamente da visitare. Io come i membri  dell'equipaggio di Star Trek qui decido di non prendere posizione riservandomi di leggere attentamente, ma il lettore avveduto potrà fare una sua analisi del tutto autonoma e indipendente del locus amenus. Se poi ci andate e volete commentare qui i pareri sono graditi. Una sola cosa dico, che mi preoccupa. Questo attacco sempre più ricorrente al "relativismo culturale", espressione presa a prestito dall'antropologia, ma che in un certo tipo di discorsi diviene un'espressione del tutto ambigua, certo priva della complessità delle riflessioni che su di essa si sono svolte. Relativismo culturale, è, anche, il tentativo di comprensione degli altrui sistemi culturali, valoriali e simbolici. Comprensione zero quindi?

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categoria:appunti, interbloggando, campanelli dallarme, serendipities
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martedì, 20 maggio 2008

copertinaProponiamo un nuovo modello di fare ricerca universitaria, basato sulla co-generazione di contenuti in rete, proprio come avviene su Ibridamenti. Sono 25 i co-autori - filosofi, antropologi, semiologi, pedagogisti, blogger, scrittori, psicologi - che affrontano il tema del pensare in rete sia teoricamente che a partire da esperienze concrete [indice]. La  premessa racconta come è nato il progetto Ibridamenti.

Il libro oggi è on-line ad un prezzo contenuto [9 € spedizione inclusa]  per dare modo a tutti di leggerlo e di continuare la ricerca con Ibridamenti. Per ordinarlo...

 
Come ordinarlo?

E' sufficiente inviare un’e-mail all'indirizzo
lisa.pizzighella@mim-c.net indicando nell’oggetto: “Nuovi modelli di ricerca universitaria: PRATICHE COLLABORATIVE IN RETE” e nel messaggio: il nome e il cognome, il numero di copie, l’indirizzo. Verrà immediatamente spedito in modalità contrassegno (pagamento alla consegna). 
Ulteriori particolari qui nel blog allestito appositamente da Mimesis e Ibridamenti.

Fino a ottobre il llibro non sarà disponibile nelle librerie e può  essere acquistato solo in questa modalità di prevendita riservata ai lettori della blogosfera. 

Se volete comprarlo sappiate che non ci guadagnerò nemmeno un euro, al massimo un po' di gratificazione.

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domenica, 18 maggio 2008
UN ARTICOLO SUL CONVEGNO DI IBRIDAMENTI

                La Nuova Venezia - Il Mattino di Padova - La Tribuna di Treviso

 

Sabato 17 maggio 2008

 

WEB E DINTORNI

CA’ FOSCARI SI TUFFA NEL MONDO DEI BLOGGERS

TUTTO E’ PARTITO DA IBRID@MENTI: OGGI UN CONVEGNO

VIS À VIS TRA RICERCATORI E RAGAZZI

 

di  Yamina Oudaï Celso

 

[ Pubblico, in versione quasi integrale, questo articolo della filosofa e giornalista Yamina Oudaï Celso. L’articolo presenta il convegno di Ibrid@menti ed è uscito sui quotidiani veneti sopra citati: un’ ulteriore occasione per discutere sul convegno, sul libro e sui temi emersi ]

 

Si chiamano Melpunk, Contenebbia, Evenevil, Sadlandscape, Mssenzafiltro, e c’è da scommettere che dietro i loro fantasiosi nicknames o identità virtuali si articolino nuove e interessanti strategie comunicative, che parlano il linguaggio a volte onirico, spesso informato e quasi sempre anticipatorio dei bloggers. A questi protagonisti della rete, che attraverso i propri spazi on line (i blog, appunto) aggregano ogni giorno vivaci scambi di idee ed opinioni sui più disparati ambiti, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, assieme a Splinder, aveva scelto, sette mesi fa, di dedicare un apposito spazio di ricerca, attraverso la creazione del blog collettivo Ibrid@menti, concepito come il luogo di scambio e “ibridazione” tra il mondo di internet e quello delle indagini semiotiche, sociologiche e psicoantropologiche rivolte ad esso dagli “addetti ai lavori”.

Adesso che Ibrid@menti, con i suoi 154.000 contatti complessivi, è arrivato ai 5 /10 di Page Rank Google, un primo bilancio dell’innovativo esperimento viene tracciato oggi, dalle 9 alle 18, nella Sala Conferenze di Palazzo Malcanton-Marcorà dal Prorettore dell’Università Umberto Margotta insieme ad una vasta rappresentanza di bloggers e scrittori, come Tiziano Scarpa, che dialogano con gli studiosi degli enti di ricerca coinvolti nel progetto, quali la Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione e il Dipartimento di Studi Storici di Ca’ Foscari, il Laboratorio Internazionale di Semiotica di Venezia, La Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Università di Palermo.

“Si tratta di un’iniziativa che presuppone un indispensabile sforzo di integrazione tra mondi diversi, ma anche saperi e discipline eterogenee – afferma Mario Galzigna, docente di Storia della Scienza e di Epistemologia a Ca’ Foscari, presente anche nella sua veste di “blogger” (heteronymos) – poiché gli strumenti dello psicologo o dell’antropologo non sono sufficienti, da soli, a decodificare una realtà complessa come quella della rete. Il nostro principio ispiratore è stato quello foucaultiano della “indagine di sé e degli altri”, in una visione amplificata e “ibrida” del concetto di identità: è infatti molto frequente che ad Ibrid@menti ci si accosti nella doppia veste di studioso e di blogger o frequentatore del web”.

Al centro del dibattito anche il tentativo di individuare cosa renda un blog preferibile all’altro.

“Il successo comunicativo di un blog è solitamente legato, oltre che alla parola scritta, ad un uso estremamente sofisticato e creativo di immagini e suoni – spiega la coordinatrice di Ibrid@menti Maddalena Mapelli, curatrice del volume collettaneo Pratiche collaborative in rete in uscita presso l’editore Mimesis – . L’interazione tra i due mondi, quello dei blogger e il contesto accademico, si è rivelata piuttosto complessa soprattutto per la difficoltà di congegnare un linguaggio comune. Dal momento che in questa sede ‘ibrida’ nessuno dei due interlocutori poteva esprimersi nella propria modalità abituale”.

Dunque una feconda contaminazione di provenienze e categorie di pensiero, ma anche una provvidenziale caduta di steccati e idiosincrasie di appartenenza che troppo spesso rendono miope l’istituzione universitaria verso chi elabora idee e culture al di fuori di essa.

[ Un'anteprima sul convegno: qui

   Per acquistare il libro on line: qui ]

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mercoledì, 14 maggio 2008
UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA 
Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata di Venezia
   
 GIORNATA DI STUDIO

PENSARE IN RETE
Blog e ricerca universitaria


UNIVERSITA’ DI VENEZIA – FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
 SALA CONFERENZE (piano terra)
 
Sabato 17 maggio 2008
 
Prima parte. Gli esiti di cinque mesi di sperimentazione in rete. Le ipotesi dei blogger, le domande dei docenti.
Ore 9.00- 13.00
 
Moderatore: Umberto Margiotta, Prorettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatore del progetto Ibrid@menti 
 
Maria Maddalena Mapelli (madmapelli) Pensare in rete: l’esperienza di Ibridamenti (Ca’ Foscari-Ve) Roberto Lo Jacono, Ibridamenti: storia di un’idea che connette (Splinder) 
Germano Milite (pensierobondo), L’avatar specchio
Dario Carta (evenevil), dall’on all’off per immagini
Pasquale Esposito (eventounico), L’utente anonimo come riflesso della comunità
Daniele Muriano (maledettamente bene), Il riflesso avatar
Emma Ciceri (emmart), La sfida delle mappe: si riparte da tre 

il punto di...
Tiziano Scarpa, La parol/azione. Da scrittore vi dico che...
Andrea Bruni (contenebbia) La Cineblogger Connection
Paolo Melissi (melpunk), La scrittura che connette

pausa 11. 15- 11.30 


Barbara Caputo (barbara34), Connettere, solo connettere. Un'etnografia delle immagini nei blog(Lab/antr/media Bicocca-Mi)
Simona Marchi (MSsenzafiltro), Pratiche di interconnessione e riflessività, (La Sapienza,Roma)
Stefano Ciulla, I Blog e l’identità connessa (Università di Palermo)
Matteo Benussi, Giacomo Pasqualetto (sadlandscape) e il gruppo di studenti di antropologia (Ca’ Foscari-Ve), Il lavoro sul campo nella blogosfera
 
Seconda parte. I saperi alla prova del virtuale. Innovare i modelli di ricerca universitaria. Le ipotesi dei docenti, le domande dei blogger.
Ore 14,00 – 18,00
 
Moderatore: Mario Galzigna (heteronymos), Università Ca’ Foscari di Venezia (Epistemologia)
Telegrammi per immagini su Scritture in rete (Paolo Melissi, melpunk), Ibridaprosa e Ibridapoesia (Marco Saya), Storied@ibrido (Cristina Finazzi, modalogia) 

Daniele La Barbera, L’identità e il virtuale. (Psichiatria, Università di Palermo)
Luciano Benadusi, I saperi esperti, il virtuale e l ’apprendimento sociale (Sociologia, Univ. La Sapienza, Roma)
Paolo Fabbri, Tracce dell’identità. La narrazione di sé e dell’altro (Semiologia, IUAV, Venezia)
Giacomo Festi, Avanti c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei post (Semiologia, IUAV Venezia)
Gianluca Ligi, Dalla connessione all'ibridamento: aspetti antropologici della relazionalità (Antropologia sociale, Ca' Foscari-Ve)
Pietro Barbetta, Ibridamenti: una “struttura che connette” ? (Psicologia dinamica, Univ. di Bergamo)
 
Conclusioni
 
Umberto Margiotta (Università Ca’ Foscari di Venezia)
 
·         Università Cà Foscari di Venezia - Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione
·         Università Ca’ Foscari di Venezia - Dipartimento di Studi Storici
 
In collaborazione con:
 
-          LISaV (Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia)
-          Dipartimento di Neuroscienze cliniche, Sezione di Psichiatria, Università di Palermo
-          Facoltà di Sociologia, Università La Sapienza, Roma
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categoria:luoghi, annunci, incontri, metabloggando, partenze, connessioni, ibrid@menti, sensiblog, bouffe
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martedì, 06 maggio 2008

Non trovo metafora più nobile, per descrivere il mio muoversi da Milano per Roma e Napoli, di quella di un PacMan (lo ricordate?) che si muove (tutto sommato con una certa placida voracità nonchalante), per cercare di mangiare quanto più palline possibile gli si presentano sul suo cammino.

Ecco, quelle palline sono i miei incontri. Ce ne sono stati tanti, con vecchi amici di vent'anni ormai, amici pluriennali, vecchie e nuove conoscenze e persone che ho conosciuto tramite la rete.

A Roma con Farouche e Alfred, in una pasticceria del Testaccio, a parlare di tante cose, poesia musica letteratura mostre altri bloggers, che il tempo è scorso tanto velocemente e il tramonto ha mutato rapidamente il paesaggio intorno a noi. A Napoli con Aitan, Zaritmac e Biancanera (io non la conoscevo, lei mi dice "ma tu sei al-diwan" ed essere identificata con il blog mi fa uno stranissimo effetto), prima sotto le fronde di Piazza Bellini e poi alla Pignasecca davanti a quell'alimento identitario principe che è il palo totemico di napoletani stanziali e non, e mi ritrovo a casa nel modo di parlare, in suoni a me cari e oramai rari, in modalità di conoscenza e messa in relazione che sono e saranno sempre per me uno dei modi  più piacevoli di abitare il mondo, e dei quali non finirò mai di sentire nostalgia, se non negli attutimenti di altre abitudini. Infine, un invito per una tazzulella di caffé da Dido, a conoscere la piccola Greta, a parlare di una libertà del mondo dei blog che non vuole essere irregimentata. Io ho portato un angelo di legno a Greta, e Dido mi ha regalato una foto panoramica di Napoli, di quelle a 220 gradi circa, con tutti i tre castelli, presa dal fronte mare.

Tutti questi incontri mi hanno permesso di vagare, spaziare tra il mio io presente, passato e in divenire, di unire vari momenti temporali, racconti, parti della mia personalità, ritrovando un senso di unità ultimamente troppo schiacciata sul presente e su ansie del futuro, in alcuni casi recuperando pezzi di radici poco irrigate nel corso di convulsi mesi di lavoro, in cui ti aggrappi alla tua identità lavorativa come se fosse l'unica possibile, come se le altre parti di te fossero senza colore e senza valore. E perdi un po' il valore del primato della relazione, la possibilità di godere il tempo senza avvertirne lo scorrere. Ho ritrovato suoni che mi sono cari, modalità di comunicazione nelle quali mi trovo come un pesce nell'acqua, ritmi e luoghi che amo e che custodiscono una parte di me altrimenti difficilmente esprimibile. Ho provato il piacere di parlare di nuovo napoletano fuori dalle mura domestiche. Ho ritrovato luoghi che aderiscono al mio corpo e dai quali separarsi è un lacerazione, il trauma di un parto. Ho incollato quel pezzo di me che pencolava un po', e ho di nuovo paura che qui, dove c'è un'altra me stessa, si perda di nuovo. Ma ne ho aggiunti altri, di nuovi, di pezzi. Perché non vi è identità possibile se non nel riflettersi, riscoprendosi,  reinventandosi ogni volta, in quei frammenti di specchio che sono gli altri, in nuove e rinnovate connessioni.

E' questa rete ampia e mobile, che mi consente di sconfinare da un luogo con delle abitudini e delle relazioni che sono mie ma dalle quali ho necessità di uscire, per spezzare l'effetto di naturalezza di giochi sociali.

Mi chiedo se la mia esperienza, il mio stato di dislocazione continua, mi servano almeno in parte a comprendere la fenomenologia di altri soggetti dislocati, contesi da luoghi e identità diversi, tenuti insieme da punti di sutura che uniscono margini di blessures, tagli spesso slabbrati, dolenti, mai del tutto cicatrizzati, cauterizzati, tra lingue, identità, abiti plurali, dissonanti, polifonici, dodecafonici, talvolta silenzi in ricerca di ascolto, urli sommessi, repressi.

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