lunedì, 31 marzo 2008

Oggi è tornato anche  il mio lettore di Utrecht, in Olanda, e c'era pure qualcuno da Madrid, e la cosa mi riempie di un vanitosetto senso di contentezza!

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categoria:worldwide, interbloggando
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giovedì, 27 marzo 2008

Ho cercato di non usare mai il blog come sfogo di sentimenti personali che non avessero un qualche interesse pubblico. Solo che accade talvolta che tutte le belle parole sull'incontro con l'altro (non voglio eccedere in A maiuscole alterizzanti) si rivelino un bel wishful thinking, viziato da habitus rigidi e radicati, richieste di riconoscimento sentite ed espresse in modo faticoso e affaticante, vecchie ferite, e risentimenti, e stereotipi, che saltano fuori all'improvviso, e Dio solo sa cos'altro. Intoppi tutto sommato ordinari che sembrano diventare ostacoli relazionali insormontabili. E allora ti risvegli dal bel sogno che diventare straniero sia tutt'uno con l'essere con. E che sia così facile poi. Ti ricordi quanto possano essere faticose le negoziazioni di significati. Ti sovviene di quanto tutto questo possa essere una palude in cui ti impantani e non sai bene da dove uscirne. E che poi connettere non è mica "solo" connettere. Che poi è giusto, perchè altrimenti trasformiamo il dialogo e l'incontro e la relazione in una bella favoletta dinseyana, cosa che non è. Le nostre storie personali e collettive possono rivelarsi pesi ingombranti. Ne avverto pesantemente la fatica, l'intenzionalità vacilla, il suo piacere anche. Et combattre le sens de la fatigue, pour quoi faire?

postato da: barbara34 alle ore 14:25 | Permalink | commenti (67)
categoria:moods, connessioni, arabità, spaesamenti, etnodiario
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mercoledì, 26 marzo 2008

And now also my ancient visitor from Birmingham, who's that man?????? Please, speak to me!!!!

postato da: barbara34 alle ore 17:31 | Permalink | commenti (10)
categoria:worldwide, interbloggando
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mercoledì, 26 marzo 2008
Today someone from Hannover visited my post about madrigals of Luzzasco Luzzaschi  and I'm so so delighted about that. It's a real pleasure to know that instead of crossing my blog coming from engine research keywords about sex  or any kind of horrible and coarse things someone finds the blog looking for classical music or litterature and so. I apologize for my vanity :)
postato da: barbara34 alle ore 17:07 | Permalink | commenti (6)
categoria:worldwide, interbloggando
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martedì, 25 marzo 2008
Ora mi leggono pure dall'Albania. Il post su Ornela Vorpsi, of course. Mi farebbe tanto piacere sapere cosa ne pensano.
postato da: barbara34 alle ore 13:52 | Permalink | commenti (15)
categoria:annunci, interbloggando
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lunedì, 24 marzo 2008
Who's reading my blog from Kista, Stokholm, Sweden? I'm very curious about it!!!!!
postato da: barbara34 alle ore 09:49 | Permalink | commenti
categoria:worldwide, interbloggando
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lunedì, 24 marzo 2008

Niente tavola imbandita da pastiera, casatiello, capocollo, pasta al forno possibilmente in crosta di pastasfoglia, uova sode e di cioccolata. Ho dormito tutto il sabato, troppo stracca persino per andare a comprare il grano per la pastiera (dei cedri canditi non se ne parla perché le accorte oriunde campane qui cominciano ad accaparrarseli da un mese prima).

E cosi è andata la giornata:

ore 11: colazione a base di pancakes e molto sciroppo d'acero, praticamente uno sproposito.

Seguito da rasserenante ascolto di Marin Marais e Languir me fault

ore 13: essendo lo scenario metereologico tristissimo mi sono rigenerata ballando sulle note di classici dance arabi come "A muey a muey" degli 'Aisha Kandisha, "Clotair K" dei Beytouth ecoeurée, un classicone come "Sidi Mansour" remixato e accompagnato da grandi salti (che poi ti danno la soddisfazione di constatare che la palestra a qualcosa serve), ma anche classici classici come lo yemenita "Ana atarajjak ya habibi" (Ti scongiuro amore mio), o "Tadhakkarni, wa law marra" (Ricordami anche una volta sola), "Rahalti" (Te ne sei andata), etc. etc. per un'ora circa.

Poi mi sono messa a bloggare e fare auguri di Pasqua ibrida a tutti i miei contatti di blog che trascuravo da un po' di tempo a causa di invasivi impegni di lavoro. Sì, bloggare, come mi mancava.

Alle 16 circa abbiamo deciso di sbocconcellare delle patate al vapore con salmone affumicato e panna acida.

Alle 18 circa siamo andati al Teatro dal Verme per il festeggiamento del capodanno iraniano, il Newroz, invitati da N., trasformata per l'occasione in perfetta iraniana in tutta la sua hexis corporea, con sciarpa foulard, giacca ampia e lunga e pantaloni classici. Un paio di filmati turistico-celebrativi sulla bellezza dell'Iran e sulla grandezza della sua eredità culturale (personaggi come Ibn Sina o Omar Khayyam), seguiti da una fetiha del Corano salmodiata, immediatamente tallonata da un martellante ritmo dance. Poi si sono succeduti famosi personagi nazionalpopolari, tre clown che hanno organizzato un interminabile zecchinodoro iraniano culminato in una celebrazione  dell'Iran, una band di musica pop. La mia mente ha cominciato a percorrere altri lidi mentre pensavo che, alla faccia delle differenze culturali, per certi versi la postmodernità e una globalizzazione che ha origini non recenti ci rende molto più simili nella massificazione culturale di quanto non crediamo.

Alle 22.30 circa siamo finalmente arrivati alla cena, semplice e raffinata, vari tipi di ottimo riso basmati pilaf conditi con zafferano, fave, carne o altre spezie di cui ricordo solo il nome di una, lo shivid, salmone e della pasta al forno che mi sono ben guardata dal toccare.

E' il caso che cominci a pormi dei seri interrogativi sulla mia identità? Cosa succede quando ci si disancora da forme di ritualità che scandiscono il tempo della nostra vita?

 

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giovedì, 06 marzo 2008

Ho iniziato una nuova ricerca, preceduta da un lungo periodo di apprensione e ansia. In parte, razionalmente, motivata da uno slittamento dei tempi e la pressione di cominciare. In realtà era una fase premiminare o ancora meglio pre-liminale.

Ho riconosciuto stavolta tutte le fasi legate ad un rito di passaggio. Predisporsi mentalmente ad entrare una nuova dimensione in cui saranno coinvolte le mie esperienze e il mio pensiero. Non è facile. Ci vuole un periodo di assuefazione. Ma non ci sono riti che plachino l'angoscia, l'incertezza degli esiti, il tentativo quasi maniacale di voler prefigurare lo svolgimento nel tempo. Una dolorosa sensazione che svanisce quando si è attraversata la soglia, e si è già dall'altra parte, con la mente e con gli intenti.

Forse in realtà i riti ci sono, anche se non del tutto formalizzati. Sono le riunioni di avvio ufficiali e ufficiose, la costituzione di un gruppo di ricerca i cui componenti lavoreranno in parte in modo indipendente, e talora si incontreranno, e questo sarà un ancoraggio in una fluttuazione spazio-temporale, un percorso esperienziale e conoscitivo che ci è sempre ignoto.

E c'é stato anche l'incontro con le persone che mi aiuteranno a mediare, piuttosto informale perché ci conosciamo e frequentiamo da tempo, a discutere in cucina, le pentole ancora ad asciugare sul tavolo che poi non avevo voglia di spostarle proprio allora, su cosa fare e come, sul modo migliore di avvicinare le persone, su come vivere l'esperienza e l'incontro in un percorso di ricerca e conoscenza. In qualche modo mi sono già sentita sul campo, e il fatto che casa mia ne faccia in qualche modo parte mi evita di sentire la cesura per me fastidiosa tra ricerca e vita, tra esperienza e interpretazione. Poi, tutto diviene campo, tutto viene guardato da questa prospettiva, come dagli occhi di un fotografo che stia continuamente all'erta per cogliere un'inquadratura significativa.

aprite!

Il desiderio di controllare tutto, di padroneggiare gli eventi mediante una serie di mosse accuratamente predisposte, cede alla predisposizione ad andare incontro alla sorpresa che ogni incontro ci apre. E allora in qualche modo ci si rende conto di avere cambiato ancora una volta impercettibilmente forma, di aver attraversato la soglia, predisponendosi ad essere attraversati ancora una volta da un'esperienza di frontiera.

postato da: barbara34 alle ore 21:47 | Permalink | commenti (43)
categoria:frontiere, etnodiario
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sabato, 01 marzo 2008
fatigue                                   opera esposta nel padiglione africano della biennale di venezia 2007
postato da: barbara34 alle ore 08:23 | Permalink | commenti (14)
categoria:arte, moods, spaesamenti
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