categoria:auguri, metabloggando, connessioni, ibrid@menti, sensiblog

Cos'è un dono? Se dovessi fare una cosa seria e ponderata compulserei attentamente i numerosi libri che ho letto in occasione di un seminario sul dono, che mi piacque assai, e vi scriverei un trattatello, ma preferisco lasciar fare al gioco delle libere associazioni, e allora mi vengono in mente le parole scambio, circolarità, segno di legame, spirito della cosa donata. Il dono nobile e competitivo di Mauss, dove sono in gioco prestigio sociale nel potlatch, voglia di scoperta del mondo nel kula (il dono porta a viaggiare per lunghi tragitti resi da questo sicuri). Il dono gratuito di Derrida. Il dono verticale di Godbut, per cui i doni si trasmettono di generazione in generazione con modalità non circolari e non diacroniche, cioè contemporanee o ravvicinate nel tempo, di redistribuzione. In quanto atto, che effetti provoca il dono? Piacere del dono, che sia di tempo, di ascolto, di narrazione, immagini o oggetti, gesti o altro. Il dono, al di là di convenzioni fruste e abitudini banalizzate e sentite come un tedioso peso, in quanto atto, può fare ancora bene? Il dono parla del donatore e/o del donatario? Lo spirito del dono parla di superamento delle chiuse logiche di clan, di ripiegamento sul proprio mondo, e di apertura ad esso e agli altri, nel piacere dell'erranza, dice de Certeau quando parla del seminario, ma io lo trasporrei come senso che può essere generale, e certo, anche come circolazione del sapere.
Questo post natalizio mi è venuto da dedicarlo al dono anche perché senza parere si qui si fa un po' di metablog. Si tratta infatti di due doni che ho ricevuto e che con gran piacere ricambierò, anche se non si tratta tanto di un ricambiare ma di movimenti, credo, paralleli e indipendenti, da due persone che per ragioni diverse, nella vita, hanno deciso di aprire un blog, e i cui percorsi ho incontrato. Mi piace che i doni vengano messi in circolo, che il circolo sia aperto e che lo spirito della cosa donata permei chi ne usufruisce.
Non ho dubbi che siano proprio le persone e non gli avatar che mi hanno fatto questi regali, e che li abbiano voluti fare a una persona in carne e ossa, e questa leggera ironia mi diverte in quanto tentativo di dimostrazione di qualcosa che per me era già un punto di partenza.
E questa musica l'ho scelta come accompagnamento natalizio. A poi. E Buone Feste
Luci serene e chiare,
voi m'incendete, voi, ma prova il core,
nell'incendio diletto, non dolore,
voi mi ferite, moi, ma prova il petto,
non dolor nella piaga, ma diletto.
O miracol d'Amore!
Alma ch'è tutta fuoco e tutta sangue
si strugge e non si duol, muor e non langue
(Gesualdo da Venosa, Quarto libro dei madrigali, Luci serene e chiare, madrigale per cinque voci, la Venexiana)

Il 19 dicembre è il giorno dell' 'Aid el Kebir, la Festa Grande, o 'Aid del sacrificio, che ricorda il sacrificio di Abramo. Normalmente si comprano e distribuiscono montoni che vengono sacrificati. Proprio prima di Natale, ma chi si accorgerà di questa festa?
Quest'olio palestinese costa dieci euro al litro, è uno dei più buoni che abbia mai assaggiato, e lo si può trovare e ordinare ai recapiti indicati nel sacchetto. Qello che resta dell'olio, perché per tirare su il muro quelle povere vittime degli israeliani hanno sradicato più di centomila ulivi secolari, patrimonializzati, e il resto rischia di morire per penuria idrica, sempre grazie al muro. Chi saranno mai le bestie che meritano un simile trattamento? Quante volte abbiamo sentito disumanizzare il nemico come preludio all'annientamento? E il milione di cedri distrutti?