giovedì, 29 novembre 2007
Ricorre oggi l'anniversario dei sessant'anni dalla Naqba, la "catastrofe" palestinese, la cacciata dai territori nei quali vivevano fino a quel momento. Oggi a Milano, alla Camera del Lavoro in corso di Porta Vittoria 43, vi sarà una lunga conferenza che inizia alle 17 e termina inun buffet palestinese alle 20.45, con l'intervento di numerosi personaggi. Io ci andrò con la mia amica grecopalestinese H. e con Eri Garuti, giornalista che si è occupata a lungo di mondo arabo e fa parte di "Un ponte per".
Naturalmente mi riservo di prendere qualche nota. Nel frattempo metto qui i link di Ism Italia e dell'Ism, l'International solidarity Movement palestinese. E per riscaldare l'atmosfera, vi invito a lasciarvi trancinare (cioé mettere in trance) da A Muey A Muey (Madre o Madre) degli  'Aisha Kandisha, che è una potente  jinna incantatrice, per solidarietà, mentre si svolge la conferenza. Graditi commenti sensoriali alla musica grazie, perché questo come sapete è un sensiblog.

postato da: barbara34 alle ore 10:58 | Permalink | commenti (55)
categoria:annunci, musica araba, sensiblog, arabità
Directory of Education/Research Blogs
martedì, 27 novembre 2007

In Sensiblog2 apparso il 21 novembre su Ibrid@menti dicevamo della sinergia tra scrittura e immagine, a cui bisogna aggiungere, musica, emozioni, immaginazione, risonanza (il cogliere empatico dei sentimenti). Tento una sintesi di quanto emerso.

C
ome intendere il rapporto tra scrittura e immagine, e anche in parte suono e tatto (l’aptico, ciò che si coglie e sfiora, tocca con lo sguardo) nei post?

Si parla di una scrittura per immagini ma anche di un modo di pensare per immagini (Chiccama), per alcuni primigenio, universale e immediato (La Poetessa Rossa) scaturente esso stesso da un immaginario a monte (JonathanKole), e che scaturisce a sua volta dalle sensazioni (Adminpaola). Se l’immagine è pensiero e scrittura, questi possono essere anche immagine. L’immagine è nodo di una connessione che rinvia ad una rete, mette in relazione menti, immaginari e persone (Madmapelli) coinvolgendoli profondamente (Melogrande), creando “condivisione, semplicemente condivisione” (Didolasplendida), che però significa anche sincronia, sinergia, circolo virtuoso creativo (Erremme). L’immagine, anche quella “adolescenziale” prima di essere giudicata va compresa (Barbara34). Immagine e scrittura si configurano come due diversi modi di raccontare che talora si sovrappongono e grazie all’immagine mettono in circolo passione nel testo (Anna 58), come le immagini/oggetto postate da Melpunk, Zop e Lefty333boy mettono in evidenza. La loro sinergia amplia le possibilità di lettura e scrittura (Melpunk), traviandone anche talora il senso (Melpunk, Emmart). L’immagine conferisce possibilità autoriali, poetiche, conferisce spazi di libertà (Lefty333boy e Orsa Rossa).

 Le tipologie:
autonome, racconto a sé, che parla da solo (didolasplendida, DianaLove), ibrido decorativo che dà comunque spazio al gioco delle connessioni (imagesofme);
“detriti dell’immaginario collettivo” (Contenebbia);
raccolte e usate a completamento di un testo (chiccama, barbara34), in modo dunque indipendente dall’originalità o meno della produzione dell’immagine, ma ancora in forma di racconto, talora autobiografico.

ekphrasis, racconto dell’arte nell’interazione tra narrazione ed esposizione di opere pittoriche (oyrad);
legate al suono, che rendono più “visivo” il suono (Chiccama, Pannonica);
ferme o in movimento.
immagini come frutto dell'eidolopoiesi, come esito di una capacità attiva di produrre immagini contro la colonizzazione mediatica generalizzata (Heteronymos).

 I téloi:
ampliare gli orizzonti dell’immaginario, esprimendo emozioni in forme più prontamente attingibili che con nozioni di ardua comprensione ai profani, come quelle dell’astrofisica (Astrogigi), fino ad arrivare ad una dimensione quasi onirica. L’immaginario si rivela poetico, può plasmare il mondo (Chiccama), ampliarlo, in quanto non è solo semplice rispecchiamento dello stato psicoemotivo di chi posta l’immagine (IceKent), ma moltiplicazione dei sensi possibili (Astrogigi), grazie al suo senso metaforico (Biri) .

 I significati, gli effetti, le azioni:
L’immagine avviluppa nella sua sensualità, e in quanto tale è evocativa (Vivendolestelle), e immediatamente seduttiva (modalogia). Può avere valore altamente simbolico, attingere all’inconscio o al subconscio contornando gli stereotipo iconici (Astrogigi) ma anche avere funzione decorativa (oyrad). E’ una traccia mestica, del ricordo.

Eccede la parola, dice ciò che questa non potrebbe dire. Resta allora l’interrogativo se questo eccesso di sensazione e immaginario sentito da chi usa e percepisce l’immagine possa essere iscritto in un testo. Ma si ha l’impressione che esso possa essere comunicato testualmente solo in parte, e per il resto la comunicazione basarsi sulla risonanza, qualcosa che va oltre le parole (Pannonica, Lefty 333boy, Didolasplendida).

Se l’intesa sulla risonanza tra corpi può essere nei gesti, nel linguaggio non verbale, come avverrà nel blog? Con i commenti, con i Pvt? O forse, come dice OrsaRossa, solo nella coincidenza con il sentimento stesso così ben esemplificata dall’Urlo di Munch, senso inafferrabile al linguaggio, desiderio di sottrazione dunque al tentativo di creare “griglie” interpretative? 

postato da: barbara34 alle ore 12:41 | Permalink | commenti (9)
categoria:sensiblog, ibrid menti
Directory of Education/Research Blogs
domenica, 25 novembre 2007
LorenzoCostaConcerto

Mentre, mia stella, miri
I bei celesti giri
Il ciel esser vorrei
Perché tu rivolgessi
Fiso ne gli occhi miei
Le tue dolci faville,
Io vagheggiar potessi
Mille bellezze tue con luci mille


(Gesualdo da Venosa, Madrigali Libro I, Concerto delle Dame di Ferrara, Sergio Vartolo)

Il quadro è il "Concerto" di Lorenzo Costa. Non è propriamente un dipinto "bellissimo", ma è comunque importante perché nasce
nel contesto degli intrattenimenti musicali (e ariosteschi) ferraresi (iconografia e note di oyrad)
postato da: barbara34 alle ore 09:42 | Permalink | commenti (27)
categoria:madrigali, concerti aperitivo
Directory of Education/Research Blogs
venerdì, 23 novembre 2007

La vista, uno degli organi che si ritiene siano più utilizzati dagli uomini per comunicare e interconnettersi, ha un duplice statuto. Dura poco ed è un medium facilmente offuscabile a brevi distanze, nelle comunicazioni tra corpi. Ma non è solo usata, come tutti sappiamo, attraverso la comunicazione diretta tra corpi che rimangono nel raggio visivo l’un dell’altro; lo è anche, e si può dire con la stessa importanza, per mezzo di artefatti, di "oggetti" materiali o immateriali che vengono usati a distanza, e che acquisiscono pregnanza e durevolezza nel tempo.

Nei blog oggetti iconici prendono il posto degli oggetti materiali, in un’economia della presentazione di sé, della performance e dello scambio, significando (tra le altre possibilità), un modo di comunicare alternativo o integrativo alla scrittura, espressione di creatività, captatio benevolentiae, affetto, gratitudine. Si potrebbe distinguere in qualche modo tra le immagini che sono collocate nei post e quelle che lo sono nei commenti, espressione di uno scambio comunicativo che spesso avviene secondo diverse modalità.

Gli oggetti iconici possono essere colti in modo immediato e predisporre una tela di sfondo alla scrittura. L’antropologa Ruth Finnegan distingue tra forme grafiche, più stilizzate, e fotografie e altre forme che tendono verso il “pittorico”, modi diversi di narrare una storia, forme tuttavia che sfumano l’una nell’altra.

La grafica e le immagini possono veicolare “asserzioni, valori, eventi, idee”, e comunicare “alcune dimensioni del mondo e della vita”, costituire “tracce di memoria e di sentimento” talora legate a una forte componente emotivo–musicale (Pannonica).

L’immagine può essere forma creativa di per se stessa all’interno di cornici creative o diaristiche, costituire racconto autonomo (DianaLove, Didolasplendida); o  il nucleo di un racconto che si svolge proprio intorno ad essa, modalità di scoperta, lettura ed esplorazione compiuta sull’immagine stessa, essere parte costitutiva o rappresentazionale o riferimento spaziale del racconto (Oyrad, Melpunk, al-diwan); essere una parte complementare che stimola l’immaginazione a collocare il racconto in una forma simbolica oltre che spaziale, o ancora completamento di una narrazione inserendovi dei personaggi, a volte includendosi nel quadro come osservatore che osserva o si osserva, lì dove immagine e scrittura, forma creativa e autobiografica si fondono e confondono, creando sinestesie, percezioni spaziali e tattili, aptiche, cioè modi per “toccare” con lo sguardo (erremme).

Rappresentazione, racconto, simbolo, memoria, emozione, scambio affettivo, emotivo, sociale, creatività, mise en scène de soi, sinesteticità (interazione tra più sensi, ciò che sembra essere fenomeno usuale), questo è ciò che si trova nelle immagini utilizzate nei blog, e   sicuramente anche molto altro.

Ora, questa è la domanda che intendo porre ai lettori, quali sono gli oggetti visivi usati per comunicare nei blog, e cosa vogliono comunicare? 

 

postato da: barbara34 alle ore 10:14 | Permalink | commenti (20)
categoria:connessioni, ibrid@menti, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
sabato, 17 novembre 2007
suonando ricordi




























Questo blog riapre tempoaneamente per offrire l'ascolto finsettimanale di Marche tartare, IV. 55, Suitte d'un gout étranger, Pièces de viole du Livre IV, 1717, Jordi Savall, AliaVox.
postato da: barbara34 alle ore 08:11 | Permalink | commenti (7)
categoria:concerti aperitivo
Directory of Education/Research Blogs
mercoledì, 14 novembre 2007
sac à linge






















i panni sporchi si lavano in famiglia?
postato da: barbara34 alle ore 10:14 | Permalink | commenti (18)
categoria:oggettiva/mente
Directory of Education/Research Blogs
martedì, 13 novembre 2007

Riporto qui il testo del mio post odierno su ibrid@menti, il quale inaugura una spazio tematico che si propone di riflettere sulla dimensione della corporeità e della sensorialità nel mondo della blogosfera, concentrandosi soprattutto sul rapporto tra parole, testi, immagini e suoni. Si propone di produrre una serie di riflessioni sull’uso dei sensi, e se l'invito alla riflessione è esteso come di consueto a tutti i partecipanti, sarà richiesta anche un coinvolgimento più specifico derivante dall’esperienza e dalla performatività personale di quei bloggers che hanno fatto un uso intenso dell’interazione multisensoriale nella loro produzione creativa.

Siamo corpi: asserzione banale forse, se non ci si avventura a “sfogliarne” le ricche implicazioni. Il nostro rapporto con il mondo è mediato dal corpo e dal suo sentire, un sentire che deriva dal dispiegarsi attivo delle facoltà sensoriali, e conferisce senso alle nostre esperienze, interpretandole, mediandole dunque secondo filtri mentali, culturali, psicologici, emotivi.

Corpo, sensi e sentire sono così inestricabilmente connessi, così come sono connessi, tramite queste modalità, gli esseri umani.

Secondo l’antropologo francese David Le Breton, gli stimoli sensoriali nuovi “svegliano” il corpo, sottraendolo all’ ovattata abitudine della routine, e restituendogli consapevolezza di sé. Da ciò scaturisce la domanda se si possa parlare o meno di una riflessività successiva all'esperienza. Ma è certo che questa può essere comunque innescata. E i sensi divengono significati iscritti nel corpo, all’incrocio tra suggestioni culturali e peculiarità individuali. Sentire, percepire, è un modo di “domesticare il mondo”, rendendolo familiare, e consentendoci di comunicare con gli altri con i quali condividiamo i significati. Siamo uniti, connessi, nel mondo, attraverso le comunicazioni e sensazioni, secondo diversi gradi di consapevolezza cosciente, ma sempre esistente in una modalità di un sapere posseduto e messo in atto.

Una tale concezione del sentire ci porta a concepire una comunicazione umana molto più ricca e profonda rispetto allo scarno portato del classico modello di emittente/messaggio/ricevente, che contempla il semplice “trasporto” di un’informazione. L’antropologa Ruth Finnegan ha recentemente operato una proposta profondamente innovativa sulla comunicazione umana, fortemente basata sull’intreccio dei sensi, e nella quale la comunicazione è vista come un “processo dinamico e interattivo” a più dimensioni, che oltrepassa il modello di mero scambio linguistico–verbale, presuppone un intesa e un’influenza reciproche, anche a “scoppio ritardato”, e nella quale i “significati condivisi” sono oggetto di negoziazione. Un modello che prevede non solo un aspetto cognitivo e  sensoriale ma anche emotivo e immaginativo. Si tratta di una comunicazione/interconnessione dalla valenza fertile e creativa.

Questo modello di comunicazione a me non sembra per nulla lontano da quello che è il mondo della blogosfera, semmai ci aiuta a comprenderlo mostrandoci le affinità tra una concezione generale della comunicazione e una sua particolare declinazione. E d’altra parte Finnegan considera i media elettronici tra quegli “artefatti” che consentono la comunicazione a distanza (nel tempo, nello spazio), che in fondo, se ci pensiamo, è soverchiante rispetto alle interazioni faccia a faccia.

Quello che ora resta da fare è comprendere quali siano le specifiche forme, dinamiche, peculiarità della comunicazione nella blogosfera, che dunque non appare più, soprattutto a chi non vi è estraneo, come una sorta di sfera autarchica retta tutto sommato da regole  socialmente insignificanti.

Se dunque una presenza dei corpi e un influsso dei sensi così come li esperiamo nel rapporto con il mondo fisico e con altri corpi è concepibile nell’ambito della blogosfera, come avviene questo?  E come si dispiegano la dinamicità, l’interattività e la reciproca influenza presenti nella blogosfera? E’ un tema già affrontato nei precedenti post, ma qui si vuole suggerire un processo specifico su cui riflettere, e cioè il creare comunicazione e interconnessione attraverso modalità multisensoriali e sinestetiche (derivanti cioè dal congiunto agire di più sensi), riflettendo nei prossimi post sulle interazioni tra testo, immagine e suono.

(come sempre, accettasi immagini e altro interpretanti amplianti il senso, grazie, altrimenti proverò a cercarne una io dopo questa impegnativa giornata. voi nel frattempo gente, commentate, più là che qua :)

Riferimenti bibliografici

Roland Barthes, Elementi di semiologia, Einaudi, Torino, 1966
Ruth Finnegan, Communicating, New York, Routledge, 2002
Thomas E. Hall, La dimensione nascosta, Milano, Bompiani, 1998.
David Le Breton, Il sapore del mondo. Un'antropologia dei sensi, Milano, Cortina, 2007
postato da: barbara34 alle ore 07:50 | Permalink | commenti (8)
categoria:ibrid@menti, sensiblog
Directory of Education/Research Blogs
sabato, 10 novembre 2007

DSC_0088





















Aura soave di segreti accenti
Che, penetrando per l'orecchie al core,
Svegliasti là dove dormiva Amore,
Per te respiro e vivo,
Da che nel petto mio,
Spirasti tu d'Amor vital desio.

Vissi di vita rivo
Mentre amorosa cura in me fu spenta:
Hor vien che l'alma senta
Virtù di quel tuo spirto gentile.
Felice vita oltre l'usato stile
(Luzzasco Luzzaschi
Concerto delle Dame di Ferrara
madrigaux à une, deux et trois sopranos
harmonia mundi)
postato da: barbara34 alle ore 10:35 | Permalink | commenti (40)
categoria:madrigali
Directory of Education/Research Blogs
sabato, 03 novembre 2007
angeli alla mia tavolaE allora, per una volta a questo serio blog toccherà una cronaca semiseria di un incontro tra bloggers e non bloggers, per saggiarne somiglianze e differenze.
Le proporzioni erano più o meno uguali. Presenti io, Melpunk, Oyrad e Spalluzzza che però non sapevano di essere loro perché si sono presentati con i loro veri nomi. Più il rinforzo di Nightmare, che però si limita ad anobiizzare. Poi N. la persiana, J. il cuoco inglese con il suo accompagnatore A, l'accompagnatore di Spalluzza M., noto per la sua produzione di cassoeula in quantità industriali, A., esperto conoscitore di tutte le bettole milanesi. Insomma uno strambo parterre perfetto per ogni giallo che si rispetti. Ogni tentativo di suscitare commenti sui blog da parte degli astanti era zittito da mugugnii di approvazione del cibo, tutto rigorosamente in giallo (tavola compresa): zuppa di zucca (di J.), riso con noir di seppia (per un effetto thrilling), salmone allo zenzero, sarde pur'esse a zenzero e lime, e pure qualche borek, carotine in agrodolce e melanzane alla melagrana, pollo yakitori. Ad un certo punto Oyrad (qui sotto ritratto in posa rinascimentale). J. e A. hanno a lungo disquisito delle foto di Martin Parr di cui ho un catalogo in casa ed è stata l'unica discussione di un certo tono intellettuale.
oyA un certo punto Oyrad e Spalluzza si sono agniti e hanno capito di essere Oyrad e Spalluzza. Indifferente a cotanta emozione, il compagno di Spalluzza ha sostenuto di non guardare mai il suo blog kalimat.  E poi nulla, si son buttati tutti sui dolci, arabi e gialli, mentre N. cercava di influenzare i convitati a mangiare le sue fette integrali con composta di frutta gialla, pretendendo imperiosamente un karkadé, J. non accettava che té noir, e A. da vero uomo arabo invitava fermamente melpunk a contenere l'abitudine di sua moglie a recitare alle sette e trenta il sutra del loto con accento cinese dell Yunnan.
Sotto le mentite spoglie della discreta cagnetta Carla si nascondeva in realtà l'ispettore Pepperpot, che convinto con irresistibilli lusinghe (la possibilità di inventarsi il prossimo giallo) dagli autori Yasmina Safra e Pedro Blanco i Amarelo a occuparsi di nuovo del caso dello zenzero, ad un certo punto ha realizzato tutto e ha esclamato rivelandosi: "Comme le dit Jean Gabin, ils sont tous des assassins" (da bravo appassionato de "La Napoli di Bellavista"). A nessuno glien'è fregato niente, hanno continuato a mangiar dolci come se niente fosse e a punzecchiarsi sulle differenze tra pronuncia araba e persiana, dialetto tunisino ed egiziano. Potrei dire che però in conclusione i multipli ibrid@amenti sono andati a ottimo fine. Arabi con persiani con napoletani con milanesi con inglesi con cuochi con studiosi d'arte con giornalisti con bloggers con antropologi con traduttori. E infatti, tra queste persone, riconoscereste chi è blogger e chi no?
cena giallaA.









                     

naz

E poi l'indomani mattina, ho preso i bellissimi fiori che Oyrad mi aveva regalato, li ho disposti su uno dei miei tessuti preferiti in seta di Mahdyia, e li abbiamo fotografati.  


fleurs

postato da: barbara34 alle ore 17:41 | Permalink | commenti (81)
categoria:gialli, faire la cuisine
Directory of Education/Research Blogs
giovedì, 01 novembre 2007
Poiché nel mio futuro immediatamente prossimo si preannunciano nuovi e ardimentosi esperimenti culinari, tra nouvelle cuisine, cucina turca, marocchina, libanese, francese, spagnola e invenzioni personali, ho deciso di esordire oggi con un semplice pranzetto, che né ho filmato né fotografato, come altri hanno la pazienza di fare. E poi, io le ricette amo farle a braccio, non sono una chimica della cucina. E dunque, un semplice pesce persico generosamente sormontato da salsa di noci, sì quella dei pansot(t?)i genovesi, ma con aggiunta di pepe, zenzero, chiodo di garofano, un pizzico di curry.  E poi un pilaf croccante di riso con la ricotta e il limone. La salsa di noci non la spiego perché la si trova ovunque, il pilaf va più o meno così. Si inizia a fare un normale riso pilaf, cioè appena coperto da acqua fredda (l'egiziano è il questo impareggiabile) e al dente lo si trasferisce in una pirofila (naturalmente in forno) amalgamandolo con una quantità di ricotta pari all'incirca alla metà, mescolandovi il succo di limone e soprattutto la buccia grattugiata. Dare le dosi sarebbe insulso. Il vero cuoco conosce la dose esatta all'assaggio. E ora, purtroppo, le foto venendo un poco anodine, qui mancano. Ma sempre bene accette sono eventuali contribuzioni iconiche, in quello spirito di coautorialità multisensoriale che mi piacerebbe fosse di casa abitualmente in questo blog.
E poi: domani si farà un esperimento ancora più ardito, si proverà a mettere intorno allo stesso desco riccamente imbandito bloggers e non bloggers per vedere se parlano e mangiano allo stesso modo. Suspence.
postato da: barbara34 alle ore 13:56 | Permalink | commenti (18)
categoria:annunci, faire la cuisine
Directory of Education/Research Blogs